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3.6.12

Colpo grosso

Niente Primavera Sound quest'anno (detto da uno che non ci pensa minimamente di tornare). Niente sproloqui da matusa (apprezzante? disprezzante?) su Miss Maglietta Bagnata Primavera Grimes che qui si butta addosso l'acqua e nel video sotto sonorizza un pessimo spot di American Apparel. La cosa importante è che poco fa mi sono ballato in diretta in soggiorno il live dei Saint Etienne. La cosa grave è che lo streaming di ieri è visionabile (Cure? Naaa Death In Vegas), mentre quello dell'altro ieri con i Mazzy Star no.

19.1.10

Attrici (qualcosa con cui distrarsi)

Paura. Di Avatar e della sua trama non me ne frega una ceppa, ma siccome dicono che è una specie di esperienza allucinogena e io da sempre sogno un'esperienza allucinata ma ho paura delle droghe, allora medito di caricare il nuovo di Four Tet sull'ipod e portarmi le cuffione al cinema per guardarmi l' "esperienza" con una sonorizzazione viaggiona a base di cetantoammore, Animal Collective, Manitoba, Isolée e Lindstrøm. Paura. Per paura di ascoltare maniacalmente cetantoammore alterno gli ascolti con qualcosa. Un nuovo remix di Nathan Fake che sembra il remix di Idioteque fatto da Aphex, la madrasboard del portatile del lavoro che si rompe e dev'essere sostituita, il nuovo ep di Joy Orbison che ormai lo pompano tutti in maniera inconsulta e pure il Guardian e beat'allui per la botta di culo (ma il remix di Maybes è toccato a James Blake, a-ah).

Sul nuovo EP di Joy Orbison per Aus Music (etichetta di Will Saul a metà tra techno e nuovibattiti) c'è un remix di Actress. L'anno scorso mi sono perso Actress. Una specie di incrocio tra Model 500, Autechre, Chicago e i bassi londinesi che nel tempo perso è uno dei tenutari della Werk Discs (per capirci dopo innumerevoli promo rifiutati - e poi rivenduti alla Hyperdub - ha ricevuto il materiale di Where were you in '92? e ha scoperto Zomby e inoltre pubblica Lone e Lukid). L'anno scorso è uscito con l'LP Hazyville, un disco di house sbagliata e morfinica senza bonghetti, rifiutato negli scorsi anni di intelligent laptop sterilità. In primavera Actress uscirà col nuovo LP per la Honest Jon's di Damon Albarn, già benemerita per la pubblicazione/distribuzione in UK delle nuove cose di Moritz Von Oswald e Tony Allen. Il 5 di Febbraio la Honest Jon prenderà possesso del Berghain con Moodymann, Joy Orbison e appunto Actress. Io mi consolerò venerdì prossimo con il djset di Moodymann @ Secretmood c/o The Beach, sperando che Kenny Dixon Jr prenda in mano il microfono e chiacchieri tanto.


12.3.09

Acerbo è un aggettivo?

Qualche settimana fa avrei voluto scrivere di tormentoni da ep acerbi. Poi la vitareale™ ha preso il sopravvento, e non se n’è fatto più niente. Successivamente qualcuno ha cercato sul blog risposta alla domanda di cui al titolo, i Salem sono stati chiamati per Dissonanze e quel mito di Koze nel suo commovente mix per per Resident Advisor è partito con un pezzo di Mount Kimbie e allora ho avuto un rimorso per la mancanza di prontezza con cui negli ultimi mesi non ho parlato di Zomby, Salem e Mount Kimbie. Però, ecco, Zomby, Salem e Mount Kimbie sono ancorà lì verdi a tormentare con la loro spettralità così giovane da risultare quasi amatoriale e così imperfetta da sembrare programmatica nel suo fare a meno del concetto di padronanza, che tanto invece amo nel 90% di ciò che ascolto ultimamente. In ciò bisognerà riconoscere un merito al vomito continuo di demo dei Crystal Castles degli esordi.


18.10.07

Married with drumkits

Mi immagino la scenetta a casa Dapayk And Padberg

Cara, quando stasera torni dai tuoi photo-shooting per quelle dodici-tredici riviste e dal tuo ruolo di ambasciatrice (si è aggiunto qualcosa oltre a Unicef e Mercedes?), magari dopo cena, dobbiamo completare le registrazioni per il nostro disco techno.

Cara, lei


Caro, ma non è che facciamo una roba minimal tipo quei nerd rinchiusi nelle loro camerette berlinesi. Cioè, tipo, va bene un po’ minimal che fa moderno ma non voglio che Gisele mi prenda in giro per una roba troppo cafona. Cioè. Voglio un qualcosa che suoni allo stesso tempo lussuoso e di strada, antico e techy. Con la faccia che guarda in un punto a caso fuori dal campo dell’obiettivo.

Cara, a me piace tanto Matthew Herbert.

Caro, non è che facciamo una porcata finto intellettuale vetero electroclash tipo quelle che non lasciano fare più nemmeno a Roisin Murphy?

Cara, tranquilla. C’abbiamo il singolo contro gli mp3 e a favore del vinile con le voci filtrate come va di moda, uno o due pezzi per i pasticcomani e una chiusura sviolinifera con la tua voce d’angelo degna dei migliori Lamb.

Caro, i Lamb si sono sciolti. I due hanno divorziato. Lou Rhodes ha pubblicato un disco solista acustico.

Cara, tra le disgrazie hai dimenticato che gli adolescenti italiani associano i Lamb a Step che svergina Babi.

Caro, forse avrei dovuto trovarmi un filosofo al posto di un musicista elettronico.



5.7.07

E se nasce un bambino poi, lo chiameremo Remix

Da queste parti si racconta da ormai un anno l’influenza positiva per la musica da ballo della riscoperta delle radici americane di techno e house accanto e non necessariamente insieme ad altri fattori (tz, sembro uno di quegli indie-blogger fissati coll’indie americano anni Novanta). In fondo il lato più technologico è affascinante per tutte le pippe tedesche sull’uomo macchina o sulla macchina e basta, ma la sua esasperazione aggiunta al fatto che non sono solito utilizzare anestetici per ccvallihh si traduce in una sensazione di aridità davanti a gran parte della scena cliccante-percussiva. Datemi un basso, datemi una distorsione, datemi una melodia o almeno la psichedelia (e meno male che ora in giro si trovano e a pacchi). Altrimenti finisco per sbraitare come nonno Iggy, anche se penso l’esatto contrario di quello che sputacchia lui davanti alla telecamera.



Detroit, Chicago, New York. Se ti fai chiamare con il nome della collaborazione tra Nicky Siano e Arthur Russell anche se sei nato e cresciuto in Svezia, forse c’è un motivo e quel motivo è quel triangolo, spostato di qualche lustro indietro nel tempo. Il Safari di Tiger Stripes nasce così dall’amore per garage, house e techno: Mikael sta sulla jeep e osserva gli archi come gazzelle correre. Quando va bene, perché quando va così così invece la sensazione è quella dolceamara degli zoo safari, quella di una maestosità passata e ormai spelacchiata, anestetizzata più dalla pallida iterazione che dalla ketamina. Da Cesare a Kimba. Con la piccola differenza che il giovane che non inventa sembra spelacchiato anche se un suo pezzo è un leone, mentre il vecchio (per esempio il Carl Craig di uno qualsiasi dei remix dell’ultimo anno) ruggisce ancora di continuo. La tentazione di un ascolto comunque benevolo c’è e però gliela si nega: nel disco c’è un pezzo, in collaborazione con un certo mister Kerri Chandler, che si chiama Song For Edit. In un mondo con un po’ di giustizia un dj che chiama sua figlia Edit dovrebbe essere segnalato al Telefono Azzurro. Ma nessuno purtroppo sfotterà mai quella bambina per un’acca in meno.



Spirited Away - Tiger Stripes
What Was - Tiger Stripes
Song For Edit (feat Kerri Chandler) - Tiger Stripes
Don’t Give It Up (Carl Craig Dub) - Siobhan ‘Sugarbabe’ Donaghy