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5.12.12
Bausteel (from Lycos till Dawn)
Gli amici Polpette mi segnalano che Chrome ha deciso di bloccare (chissà da quanto) l'accesso a questo blogghetto per la presenza di contenuti potenzialmente dannosi (no, non la musica ormai raramente condivisa, ma le immagini da Lycos del glorioso template). Per questo motivo tinteggio di bianco le pareti e ricomincio dall'alba.
16.10.12
Senza rete
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18.9.12
It's been long, so so long to be here
Ci si sente adolescenti o forse si pensa di avere un m-blog a fremere per un rip preso da un mix sperduto di una delle cose più immaginate da queste parti e finalmente realizzate chissà perché, forse con la sola ragione che anche le parti in causa la desideravano. Koze prende It's Only di Herbert e Siciliano e chiude uno dei tanti cerchi che devono essere chiusi (l'intermezzo synth-rana è una chiara citazione di questa foto) e non si sa bene dove e come e se uscirà, forse su Pampa. Das leben ist so anders ohne dich, dice il poeta (e ne parleremo). Tic, tac.
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1.11.11
Intellectualize my clubness
Persi purtroppo gli Aufgang al Conservatorio di Torino (pare sia stata una bella serata, con un buon live e ottimi suoni), domenica mi sono recato al secondo dei tentativi di dare spessore a un festival altrimenti vittima dei mali del clubbing italiano quale il Movement. Il party gratuito della Superga al Museo dell'Automobile (splendida lochescion, come si suol dire) inizialmente doveva consistere in una selezione dei talenti cittadini (Gandalf, Gandin e I-Robots) culminante nel djset della leggenda della house di Chicago Lil Louis. All'ultimo minuto è stata aggiunta Steffi+amica dal Berghain e per giunta nello slot finale che avrebbe chiuso alle due di notte. Per gioia della mia anzianità quindi lo slot affidato a LL è stato quello del telegiornale delle 20. Gioia pure nel poter usufruire della nuova fermata Lingotto della metro per tornare a casa. Mentre Gandalf prepara il passaggio ad I-Robots, il posto è ancora semivuoto e preda di ex-clubber che vantano carrozzine, treenni saltellanti, seienni che hanno capito che girare intorno a se stessi aumenta la sensazione musicale (dervisci docent) e dodicenni che rieditano i video di Non è la Rai con la madre effettivamente un po' eccessiva. Le ventenni che ridacchiano non sanno che si stanno vedendo in uno specchio.
I-Robots col suo bel set a bassa battuta disco-analogico è la giusta anticipazione. Mentre l'organizzazione fa di tutto per mostrare tutto il suo vero volto (security fascistissima schierata nel vuoto davanti al palco e non dietro le transenne ma davanti - non avvicinarti, delinquente -, stangone di due metri vestite da streghe che distribuiscono librettini della Bacardi sul bere responsabile e bar che ti sensibilizza ancora di più con la birra piccola a dieci euro), lui con la t-shirt del benemerito progetto The Units - Connections (il rework di Zombo!) e i saluti degli amici quarantenni che si susseguono è la boccata di ossigeno che permette di arrivare al passo successivo: lo sbrocco della drama queen. Alle 20 Lil Louis dà di matto perché l'impianto non fa quello che lui vorrebbe (credo che non gli rispondessero i medi e che volesse proprio un diverso setup). Lasciando perdere che se sei un perfezionista dovresti portare il tuo hardware e fare un soundcheck prima di andare in scena (l'umiltà prima di tutto, ce lo insegna la Ventura) o mettere delle penali e demandare tutto a un galoppino se sei un superstardj, gli interminabili quaranta minuti di tira e molla con Gandin cha faceva da paciere e I-Robots che prolungava il suo set caricando sempre di più i ritmi invece di suonare tre volte di seguito il rework di Zombo sono stati imbarazzanti anzichenò per la leggenda di Chicago che l'house, l'orgasmo, la lonelypeople. Per la cronaca poi si è convinto e, sapete, I-Robots non ha suonato il rework di Zombo (nonostante gli si mandassero messaggi mentali).
Accordata la continuità di carico e di ritmo col pezzo precedente, Lil Louis scatena i saxoni fin dal secondo pezzo. Poi maneggia un loop di sax su una base bongosa, vira su un crostone disco cantato, passa a uno strumentale con sopra due o tre parole di James Brown, ritorna ai bonghi con una roba ipnotica che il Caribou di Daphni si sogna. Mi ritrovo per qualche pezzo a fianco Derrick May e compagnia bella, che poi si ritirano nel retro transenna nonostante non ce ne sia bisogno, e si arriva al culmine di metà set con I Feel Love che introduce French Kiss. Le prime file sono prime file e dei ragazzini diciottenni agitano un vinile che aspetta solo un autografo. Purtroppo da questo momento Lil si incarognisce su suoni più techno (sempre vecchia scuola eh, ma un po' opachi e forse poco desiderati), mentre i ragazzini cominciano ad accorrere per l'ultima parte con Steffi e io mi dirigo verso la terzultima metro. Alle undici e mezza il delivery mi rifiuta di portarmi una pizza e non ho sentito Zombo sull'impiantone.
PS: all'entrata del Museo ho detto letteralmente "Sono in lista, il mio nome è...". La ragazza con la lista mi ha guardato e mi ha fatto passare senza controllare.
PPS: quasi quasi mi risento il rework di Zombo per l'ennesima volta.
THE UNITS - ZOMBO (I-ROBOTS Rework) by I-ROBOTS
I-Robots col suo bel set a bassa battuta disco-analogico è la giusta anticipazione. Mentre l'organizzazione fa di tutto per mostrare tutto il suo vero volto (security fascistissima schierata nel vuoto davanti al palco e non dietro le transenne ma davanti - non avvicinarti, delinquente -, stangone di due metri vestite da streghe che distribuiscono librettini della Bacardi sul bere responsabile e bar che ti sensibilizza ancora di più con la birra piccola a dieci euro), lui con la t-shirt del benemerito progetto The Units - Connections (il rework di Zombo!) e i saluti degli amici quarantenni che si susseguono è la boccata di ossigeno che permette di arrivare al passo successivo: lo sbrocco della drama queen. Alle 20 Lil Louis dà di matto perché l'impianto non fa quello che lui vorrebbe (credo che non gli rispondessero i medi e che volesse proprio un diverso setup). Lasciando perdere che se sei un perfezionista dovresti portare il tuo hardware e fare un soundcheck prima di andare in scena (l'umiltà prima di tutto, ce lo insegna la Ventura) o mettere delle penali e demandare tutto a un galoppino se sei un superstardj, gli interminabili quaranta minuti di tira e molla con Gandin cha faceva da paciere e I-Robots che prolungava il suo set caricando sempre di più i ritmi invece di suonare tre volte di seguito il rework di Zombo sono stati imbarazzanti anzichenò per la leggenda di Chicago che l'house, l'orgasmo, la lonelypeople. Per la cronaca poi si è convinto e, sapete, I-Robots non ha suonato il rework di Zombo (nonostante gli si mandassero messaggi mentali).
Accordata la continuità di carico e di ritmo col pezzo precedente, Lil Louis scatena i saxoni fin dal secondo pezzo. Poi maneggia un loop di sax su una base bongosa, vira su un crostone disco cantato, passa a uno strumentale con sopra due o tre parole di James Brown, ritorna ai bonghi con una roba ipnotica che il Caribou di Daphni si sogna. Mi ritrovo per qualche pezzo a fianco Derrick May e compagnia bella, che poi si ritirano nel retro transenna nonostante non ce ne sia bisogno, e si arriva al culmine di metà set con I Feel Love che introduce French Kiss. Le prime file sono prime file e dei ragazzini diciottenni agitano un vinile che aspetta solo un autografo. Purtroppo da questo momento Lil si incarognisce su suoni più techno (sempre vecchia scuola eh, ma un po' opachi e forse poco desiderati), mentre i ragazzini cominciano ad accorrere per l'ultima parte con Steffi e io mi dirigo verso la terzultima metro. Alle undici e mezza il delivery mi rifiuta di portarmi una pizza e non ho sentito Zombo sull'impiantone.
PS: all'entrata del Museo ho detto letteralmente "Sono in lista, il mio nome è...". La ragazza con la lista mi ha guardato e mi ha fatto passare senza controllare.
PPS: quasi quasi mi risento il rework di Zombo per l'ennesima volta.
THE UNITS - ZOMBO (I-ROBOTS Rework) by I-ROBOTS
27.10.11
10.10.11
The Italian New Wave
The Italian New Wave ebbe a dire l'anno scorso James Holden in chiusura di Club To Club e The Italian New Wave è il motto dell'undicesima edizione del miglior festival musicale italiano. Anticipato dalla tre giorni del Viva Club To Club (dal 20 al 22 Ottobre tra Milano, Roma e Torino con Holy Other, Space Dimension Controller, Kyle Hall, Paolo Della Piana, Bottin, Giorgio Valletta, Teho Tehardo, Giorgio Gigli e Jeff Mills), in onore del 150esimo dell'Unità d'Italia il festival troverà la sua seconda sede nella città di Roma. Dal 3 al 6 Novembre a Torino il festival si approprierà di teatri, gallerie e club culminando col finale al Lingotto. Il calendario come ogni anno non è riassumibile tanto è ricco. Meglio riguardarselo per organizzarsi i propri saltabecchi tra club e sale.
Stereo / Gandalf (dj set)
Ben Klock - Subzero (Function-Regis remix)
Giovedì 3 Novembre
[Teatro Vittoria - 17.00]
Egyptrixx (live set)
[Teatro Carignano - 22.00]
Apparat Band (live set)
Lucy (live set)
[Lapsus - 23.00]
O: Vaghe Stelle + Stargate + A:RA (live set)
Jackmaster (dj set)
Venerdì 4 Novembre
[Teatro Vittoria - 21.00]
Planningtorock (live set)
Opium Child (live set)
[Hiroshima Mon Amour - 23.00]
Kode 9 presents Hyperdub Night:
Kode 9 (3hrs dj set)
Hype Williams (live set)
Martyn (live set)
Cooly G (live set)
e nella seconda sala
Kuedo (live in the mix)
SRSLY (dj set)
[Jam Club - 23.00]
Ben Clock (3hrs dj set)
Theo Parrish (3hrs dj set)
Lucy (dj set)Stereo / Gandalf (dj set)
[Fluido/Gamma - 23.00]
Deniz Kurtel (live set)
dOP (live set)
WPTWL (dj set)
Sabato 5 Novembre
[Teatro Vittoria - 17.00]
R&S Showcase:
Lone (live set)
Untold (live set)
[Museo d'Arte Orientale - 20.00]
Teho Tehardo (Maps of Enthusiasm special project)
[Lingotto Fiere - 22.00]
Padiglione 1:
Modeselektor (live set)
Jeff Mills (dj set)
Marcel Dettman (dj set)
Alva Noto (live set)
Byetone (live set)
Sala Rossa:
Caribou (dj set)
Zomby (live set)
Pantha Du Prince (live set)
Sandwell District: Function & Regis (dj set)
Savana Potente / Claude (dj set)
Per informazioni su biglietti e abbonamenti: http://clubtoclub.it/2011/ita/_tickets_1
14.2.11
Primavera Sound For The Rich And The Famous
Ora che abbiamo concluso le pratiche per l'affitto di una residencia con piscina privata e jacuzzi, possiamo finalmente comunicarVi che siamo pronti a snobbare Sophia Stevens in favore dei Suicide o di Gold Panda, ai grandi momenti di revival 90/00 e a salutare il sole delle sette di mattina ondeggiando col padrone di casa.
Shit Robot - Take Em Up (John Talabot's BlancoyNegroMix) by John Talabot
Shit Robot - Take Em Up (John Talabot's BlancoyNegroMix) by John Talabot
1.12.10
Sai le mie canzoni preferite dei Radiohead? Non sono dei Radiohead
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11.11.10
Cibo Matto
Club To Club X - Sabato pomeriggio che diventa sera, Museo della Giovinezza
Sabato inizia con un'autopompa che per tutta la mattina cerca di stu(p)rare un tombino davanti casa e distruggere il mio cranio. Purtroppo, nonostante spesso mi capiti di passare a quell'ora del sabato dal noto emporio gastronomico slo-food, mi perdo il plate-watching della colazione (sapete, quelli fichi dicono colazione al posto di pranzo, usano la c al posto della g, non usano l'inglese a cazzo), della colazione di Four Tet e Caribou (che stanno per partire per Bologna) con James Holden e cricca che scopro essere sotto la Mole già dal venerdì sera - leggete il Border-resoconto del festival. Uno dei nostri interrogativi più impellenti in tutto il weekend era stato appunto dove li avrebbero portati a mangiare e soprattutto cosa (bagna caoda? fritto misto decerebrato? tajarin al tartufo? Io venerdì prima di andare al Carignano ho mangiato il pane ca' meusa dal mio posto di fiducia). Più in generale me lo chiedo per qualsiasi cantante / gruppo /dj che vado a sentire. Sono uno che si interessa ai fatti importanti della musica. Purtroppo mi perdo la conferenza sui festival di musica elettronica ma me la faccio raccontare al mio arrivo al Museo Della Giovinezza, ex Scienze Naturali.
Sulle scale incrociamo James Holden e la mitica Gemmonobrow che escono fuori per una boccata d'aria mentre noi arriviamo. Poi stazionano dalle nostre parti, prima che decidiamo di allontanarci in favore di un po' di vita sociale con dei loschi figuri che non possiamo nominare. Vaghe Stelle è stato lo Zelig del Festival, lo vedevamo dappertutto (ma in generale lo vedo dappertutto sempre). Il suo live set è stato buono e di sicuro più nelle mie corde rispetto agli esordi minimal. Il krautechnopopp non fa mistero dell'immaginario di riferimento, che tra l'altro gironzola intorno fotografando il dinosauro. Il set però continua oltre il previsto orario di chiusura un quarto d'ora, una mezzora, un'ora. Non so se Kate Wax sia in ritardo, ma di sicuro la nostra cena diventa a rischio.
Ciclo 5 by vaghe stelle
Sul palco a fianco parte finalmente il concerto di Kate Wax, illuminato con questa mezza luce senza senso: lei e lui bassista hanno magliette bianche della salute su cui dovrebbero proiettare nel buio immagini astratte, stelle, volti di modelle. La mezza luce invece li illumina come dei Kills scarsi se i Kills non fossero già scarsi, lei tibetan-bjork-cantante-arty-ottanta, lui bassista-biondo-scodella-cripto-inutile-era-meglio-l'arpeggiator. La musica, purtroppo, sembra pure peggio: la sua voce non è male, ma viene incastrata in questo residuo anni ottanta troppo celeste per essere witch-house, troppo piatto per intrigare. Il fantasma dell'electroclash mi sussurrano tutti all'orecchio. Dove cazzo andiamo a mangiare, sono le nove meno cinque. Sembra che finalmente abbia finito, quando torna sul palco e come nei peggiori incubi, mentre il paciocco Abbott è già in postazione, se ne esce con un improbabile " è vero che volete un'altra canzone?". Aridatece i Darkstar.
Meno male che non abbandoniamo il Museo per la cena, in barba alle cucine dei ristoranti torinesi che chiudono alle dieci e mezza e ai vicini di casa che hanno già pronta la soup al mio arrivo quotidiano dal lavoro alle 18. Luke Abbott è bello come un dio greco (nel cartone animato Pollon). Armato di solo APC40 (look who's who) con mani cucciole (cit.) tira fuori il liveset del festival, trasformando il materiale dei singoli e dell'album in una festa acrobatica di manopole, offset e incartamenti. Ritmiche aggressive e con tiro notturno, nonostante si spezzino come grissini perché la sua attenzione lo distrae, ruvidità di dentidipescesega che duellano con rimbalzi rotondi di ton(d)i melodici in una battaglia continua con la tizia che sorveglia il mixer, una specie di babysitter tuttaunnervo che vorrebbe stare da un'altra parte. Qualcosa che funziona come dance music pur non essendo dance music, che si affida alle convenzioni mentre le prende a calci.
Ispirato da una meraviglia che meritava l'Hiroshima, trovo la soluzione per la cena, lui suona il prefinale di Melody 120, è quasi finita manca solo Brazil e invece la babysitter si distrae e lui lancia dei droni, si avventa sul master mixer, mette al massimo il volume, crea degli effetti risonanti, si avvicina un tipo preoccupato per l'impianto e poi la babysitter e lui riprende il controller e quella che sembrava Brazil diventa devastazione di rumore e sfacelo che illumina gli occhi dei pochi rimasti (nel frattempo molti hanno ceduto ai morsi della fame, stolti). Sorridenti anche noi abbandoniamo il Museo e sulle scale un sovrintendente ci chiede se sopra c'è ancora qualcuno (sì, uno stalker, prendetelo!). Di lì a poco avrei affrontato uno stinco di maiale con crauti e una rossa artigianale da sette gradi uscendone sconfitto.
MIT 'Rauch (Luke Abbott Remix)' by halfmachine
Sabato inizia con un'autopompa che per tutta la mattina cerca di stu(p)rare un tombino davanti casa e distruggere il mio cranio. Purtroppo, nonostante spesso mi capiti di passare a quell'ora del sabato dal noto emporio gastronomico slo-food, mi perdo il plate-watching della colazione (sapete, quelli fichi dicono colazione al posto di pranzo, usano la c al posto della g, non usano l'inglese a cazzo), della colazione di Four Tet e Caribou (che stanno per partire per Bologna) con James Holden e cricca che scopro essere sotto la Mole già dal venerdì sera - leggete il Border-resoconto del festival. Uno dei nostri interrogativi più impellenti in tutto il weekend era stato appunto dove li avrebbero portati a mangiare e soprattutto cosa (bagna caoda? fritto misto decerebrato? tajarin al tartufo? Io venerdì prima di andare al Carignano ho mangiato il pane ca' meusa dal mio posto di fiducia). Più in generale me lo chiedo per qualsiasi cantante / gruppo /dj che vado a sentire. Sono uno che si interessa ai fatti importanti della musica. Purtroppo mi perdo la conferenza sui festival di musica elettronica ma me la faccio raccontare al mio arrivo al Museo Della Giovinezza, ex Scienze Naturali.
Sulle scale incrociamo James Holden e la mitica Gemmonobrow che escono fuori per una boccata d'aria mentre noi arriviamo. Poi stazionano dalle nostre parti, prima che decidiamo di allontanarci in favore di un po' di vita sociale con dei loschi figuri che non possiamo nominare. Vaghe Stelle è stato lo Zelig del Festival, lo vedevamo dappertutto (ma in generale lo vedo dappertutto sempre). Il suo live set è stato buono e di sicuro più nelle mie corde rispetto agli esordi minimal. Il krautechnopopp non fa mistero dell'immaginario di riferimento, che tra l'altro gironzola intorno fotografando il dinosauro. Il set però continua oltre il previsto orario di chiusura un quarto d'ora, una mezzora, un'ora. Non so se Kate Wax sia in ritardo, ma di sicuro la nostra cena diventa a rischio.
Ciclo 5 by vaghe stelle
Sul palco a fianco parte finalmente il concerto di Kate Wax, illuminato con questa mezza luce senza senso: lei e lui bassista hanno magliette bianche della salute su cui dovrebbero proiettare nel buio immagini astratte, stelle, volti di modelle. La mezza luce invece li illumina come dei Kills scarsi se i Kills non fossero già scarsi, lei tibetan-bjork-cantante-arty-ottanta, lui bassista-biondo-scodella-cripto-inutile-era-meglio-l'arpeggiator. La musica, purtroppo, sembra pure peggio: la sua voce non è male, ma viene incastrata in questo residuo anni ottanta troppo celeste per essere witch-house, troppo piatto per intrigare. Il fantasma dell'electroclash mi sussurrano tutti all'orecchio. Dove cazzo andiamo a mangiare, sono le nove meno cinque. Sembra che finalmente abbia finito, quando torna sul palco e come nei peggiori incubi, mentre il paciocco Abbott è già in postazione, se ne esce con un improbabile " è vero che volete un'altra canzone?". Aridatece i Darkstar.
Meno male che non abbandoniamo il Museo per la cena, in barba alle cucine dei ristoranti torinesi che chiudono alle dieci e mezza e ai vicini di casa che hanno già pronta la soup al mio arrivo quotidiano dal lavoro alle 18. Luke Abbott è bello come un dio greco (nel cartone animato Pollon). Armato di solo APC40 (look who's who) con mani cucciole (cit.) tira fuori il liveset del festival, trasformando il materiale dei singoli e dell'album in una festa acrobatica di manopole, offset e incartamenti. Ritmiche aggressive e con tiro notturno, nonostante si spezzino come grissini perché la sua attenzione lo distrae, ruvidità di dentidipescesega che duellano con rimbalzi rotondi di ton(d)i melodici in una battaglia continua con la tizia che sorveglia il mixer, una specie di babysitter tuttaunnervo che vorrebbe stare da un'altra parte. Qualcosa che funziona come dance music pur non essendo dance music, che si affida alle convenzioni mentre le prende a calci.
Ispirato da una meraviglia che meritava l'Hiroshima, trovo la soluzione per la cena, lui suona il prefinale di Melody 120, è quasi finita manca solo Brazil e invece la babysitter si distrae e lui lancia dei droni, si avventa sul master mixer, mette al massimo il volume, crea degli effetti risonanti, si avvicina un tipo preoccupato per l'impianto e poi la babysitter e lui riprende il controller e quella che sembrava Brazil diventa devastazione di rumore e sfacelo che illumina gli occhi dei pochi rimasti (nel frattempo molti hanno ceduto ai morsi della fame, stolti). Sorridenti anche noi abbandoniamo il Museo e sulle scale un sovrintendente ci chiede se sopra c'è ancora qualcuno (sì, uno stalker, prendetelo!). Di lì a poco avrei affrontato uno stinco di maiale con crauti e una rossa artigianale da sette gradi uscendone sconfitto.
MIT 'Rauch (Luke Abbott Remix)' by halfmachine
anche se non c'entra niente, ma mi sentivo più o meno come quando ho sentito questa per la prima volta
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28.10.10
Dita incrociate
Le premesse sono enormi. Prendete il decennale del miglior festival elettronico italiano, ammantatelo di scaramanzia e raccogliete il meglio di bassi, tchktss, droni, voci, campanelli e fantasmi e il risultato sarà Club To Club: The X Superstition. Anticipato dalle anteprime milanesi e quest'anno in parallelo a Istanbul (con tanto di nazar boncuğu augurale, si vede che ho passato mezzo agosto in Turchia e indosserò apposita t-shirt), il Club To club percorrerà tutta Torino dal 4 al 7 Novembre.
Giovedì 4 si parte dal grembo del Teatro Carignano ripieno dei suonatori di gamelan che accompagneranno i Plaid e si proseguirà al Mirafiori Motor Village con Floating Points, Joy Orbison e Andrea Frola.
Venerdì 5 il Carignano sarà infestato dalla Hyperdub, dal fantasma di Burial "suonato" dal suo capo Kode9 e dal bass-pop sconfitto dei Darkstar. La notte partirà come al solito in parallelo con tutto il corollario di scelte difficili: all'Hiroshima accompagnati dagli italiani DJ Pandaj, Sweet Life Society, Les Fleurs USB e Loser toccheranno ferro legno e tutto il resto i live di Four Tet, Caribou e Kings Midas Sound; al Supermarket aleggerà il mascherato Olof dei Knife as Ony Ayhun che precederà o seguirà le quattro ore del nuovo progetto di Jeff Mills; al Gamma il Po farà da sottofondo a Jamie Jones, Marcelo Tag, Step & Rills.
Sabato 6 al Museo di Scienze Naturali di pomeriggio i live bordercomunicanti di Luke Abbott, Kate Wax e Vaghe Stelle faranno da preludio al gran finale al Lingotto con i live di Modeselektor, Shackleton e Shed e i djset di James Holden, Marcel Dettmann, Cassius, Jamie degli XX, Riva Starr, Giorgio Valletta e Patrick Di Stefano.
Domenica 7 infine si zombeggierà col dj set di Rob Hall e i droni di Oneohtrix Point Never.
Completeranno il tutto il finale del concorso Musica 2061, l'ospitata turca di The &, gli aperitivi in giro per la città e la conferenza sui festival di musica elettronica Electronic PIL.
Portatevi i corni e giocatevi questi numeri al lotto: , , , , .
Bowls (Holden Remix) by Caribou
Giovedì 4 si parte dal grembo del Teatro Carignano ripieno dei suonatori di gamelan che accompagneranno i Plaid e si proseguirà al Mirafiori Motor Village con Floating Points, Joy Orbison e Andrea Frola.
Venerdì 5 il Carignano sarà infestato dalla Hyperdub, dal fantasma di Burial "suonato" dal suo capo Kode9 e dal bass-pop sconfitto dei Darkstar. La notte partirà come al solito in parallelo con tutto il corollario di scelte difficili: all'Hiroshima accompagnati dagli italiani DJ Pandaj, Sweet Life Society, Les Fleurs USB e Loser toccheranno ferro legno e tutto il resto i live di Four Tet, Caribou e Kings Midas Sound; al Supermarket aleggerà il mascherato Olof dei Knife as Ony Ayhun che precederà o seguirà le quattro ore del nuovo progetto di Jeff Mills; al Gamma il Po farà da sottofondo a Jamie Jones, Marcelo Tag, Step & Rills.
Sabato 6 al Museo di Scienze Naturali di pomeriggio i live bordercomunicanti di Luke Abbott, Kate Wax e Vaghe Stelle faranno da preludio al gran finale al Lingotto con i live di Modeselektor, Shackleton e Shed e i djset di James Holden, Marcel Dettmann, Cassius, Jamie degli XX, Riva Starr, Giorgio Valletta e Patrick Di Stefano.
Domenica 7 infine si zombeggierà col dj set di Rob Hall e i droni di Oneohtrix Point Never.
Completeranno il tutto il finale del concorso Musica 2061, l'ospitata turca di The &, gli aperitivi in giro per la città e la conferenza sui festival di musica elettronica Electronic PIL.
Portatevi i corni e giocatevi questi numeri al lotto: , , , , .
Bowls (Holden Remix) by Caribou
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13.10.10
Love Is In The Night Air

Il ragazzo londinese bianco con la chitarra in mano è un cantante soul anche se non sembra. Burial lo aveva remixato alle prese con lo standard Wayfaring Stranger. I due non si sono persi di vista e hanno collaborato a un singolo. O per meglio dire questo è diventato quanto si sente sopra: un fantasma amichetto di Burial si avvicina e riesci a sentire un suo discorso compiuto? Northern soulful house? Burial farebbe suonare così pure Toto Cutugno? Se Benga ci ha provato con Katy B, questo è il momento di occupare RTL102.5. Ad ogni modo a completare la confezione arriva anche un funzionalissimo refix di Ramadanman che per Halloween si traveste da Four Tet.
Night Air (Ramadanman Refix) by woon
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7.10.10
Name Dropz
Tutti gli stick, spat, toc dell'inedito di Apparat per il suo DJ Kicks mi ipnotizzano nella loro nettezza che risalta sul mare di washing e riverberi piatti che va per la maggiore. Fiati fagotti nasalità d'ottone e pentolini sono organizzati con la ormai irritante maestria dal signorino Motor City Drum Insieme per l'anteprimo estratto da quello che si preannuncia come lo stellare disco di remix di Caribou (triplo Koze, Ikonika, Fuck Buttons, Holden, Gavino Russom, Gold Panda et al). Vincent Oliver zompetta con la sua orckestrina, il SignorBanjoNo, Ludovico Pellegrini. I Margot ci sono. James Blake affronta finalmente il suo lato pianolo, mi hanno spedito il inoltrato i link del promo del nuovo Mount Kimbie (il live al Berghaine di Maybes echeggia come risate in un cupo stanzone vuoto non ho ancora sentito il nuovo di Shed), ma non nascondiamoci che l'attesa è tutta per North dei Darkstar. Alla voce techno nera disperata travestita da dubstep invece esploro Jack Sparrow. I paesaggi, quando faccio finta che le Alpi non esistano, me li confeziona CFCF. L'ep sudanese della Innervision con guest il tipo dei Knife non si può sentire, ma è divertente. Tanto roboamore per Squarepusher roborock col primo Shobaleader.
E non dimentichiamoci di Brianino, la minaccia
E non dimentichiamoci di Brianino, la minaccia
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30.5.10
Simpatia non finita
Quando venerdì scorso alle 4, più o meno dopo un'ora di set, il buon Robag Wruhme ha liberato l'inciso originale e la voce di Shara Nelson dalle pastoie funzionali e inutili del trascurabile remix dei Kamouflage ho avuto i brividi e mi sono commosso, non solo perché mette i brividi e commuove sentire quel pezzo dei Massive su una pista da ballo, ma perché in qualche modo quel "You're the book that I have opened and now I've got to know much more"/"I'm missing every part" riassume benissimo la necessità di andare oltre e insieme la malinconia per quello che sono stati i Wighmony Brothers davanti ai piatti. Ho sollevato le braccia e ho cantato, tanto sicuramente qualcun'altro avrebbe fissato il momento per sempre, magari in una delle ultime esibizioni dei Wighnomy nello scorso dicembre con Robag a coprire Monkey Mafia che doveva andare in bagno.
La grande curiosità immagino che sia quel "Ma come sta X dopo che si è lasciato con Y?" e giocoforza si tende ad interpretare in modo morboso ogni comportamento e atteggiamento, quand'anche questo comportamento o atteggiamento sia semplicemente il risultato della giornata, storta o bella che sia stata. Evito, dunque. La data allo Spazio 211 non è stata affollatissima. Al di là dei discorsi sul fatto che ogni organizzatore viva di fedelissimi, che i posti che attirino l'utenza "casuale" sono giocoforza concentrati in due-tre zone centrali, che lo Spazio 211 sia lontano da quegli spazi e ci sia stato pure un temporalone in serata, che il nome di Gabor non sia esattamente modaiolo né tra i grezzi né tra i connoisseur, al di là di tutto ciò il pubblico si divideva tra la zona esterna, dove c'è aria si fuma si beve lo stesso la musica si sente e si può pure chiacchierare, e l'interno in cui fino alle tre l'atmosfera era più quella del pre-concerto che quella di un club nel pieno della sua serata - indovinate dove potevo essere. Gabor, che come suo solito una mezzora prima ama sedersi da qualche parte e prendere le misure alla situazione, sembra perplesso.
Poi sale sul palco – il mixer è stato spostato per l'occasione sul palco – e comincia un set da ultim'ora. Sulle ritmiche a lui care, minimali ma zompettanti, sono adagiate melodie ed echi di voci morbide. Poi è la volta di qualche intermezzo electro, acido talvolta. La pista si vuota e si riempie come un polmone ma già dopo mezzora ci sono i primi abbandoni. Unfinished Sympathy e poi un'altra quarantina di minuti con sprazzi di voce tra il soul e il sognoincubo (Lisa Gerrard!). Dopo un'ora e quaranta chiede il back to back al resident e sebbene si sciolga mentre siamo quaranta, siamo trenta, siamo venti, prendendo in carico i pezzi più romantici e cantati (e ce ne fosse uno che riconosco), il mio ricordo corre a quella magica serata e al fatto che per quanto sia stato soddisfattissimo a volte non basta che tu sia coinvolto o che il dj sia emozionante, ma serve quella specie di enorme amplificatore che è il pubblico, specie quello ruspante. Poi il finale che non è nemmeno questa volta "until the telephone started ringing ringing ringing ringing ringing off" ma una bordata di pingpongdelay su "cold nights wrapped in ecstasy". Comunque c'è tanto amore in quei dieci che "signori l'uscita è da quella parte", un attimo prima stringo la mano a Gabor. Scusate l'urlo da gallina sgozzata alla fine del video.
22.12.09
Cassa Disintegrata II (Chrisimas Miss)
La crisi è finita? Togli la cassa? I bugdget tornano a essere sfide? La crisi è stata un'occasione persa. Qualcuno in questo inizio anno si farà male. Per la seconda volta, il mix cassone di (buon)Natale con cui passare il pranzo coi parenti - l'anno scorso ci portò gli Animali quest'anno ci porti il Fourtetto.
Cassa Disintegrata II (Chrisimas Miss)

Because Of You [Michael Cleis Remix] - Skunk Anansie [One Little Indian]
Youth Speed Trouble Cigarettes [Radio Slave Remix] - Cassius [Cassius Records]
She's An Illusion - Azari & III [I'm A Cliché]
Santa Maria (del Buen Ayre) [Pepe Bradock Wider Remix] - Gotan Project [¡Ya Basta!]
December 10th - San Proper [Perlon]
We're All Clean - Joris Voorn [Rejected Music]
Electricity - Linkwood [Prime Numbers]
No. 20002 - Wax [Wax]
Vacuum Tube - Floating Points [Eglo Records]
Path Of Most Resistance - Pepe Bradock [Atavisme]
Deep Space Mix [Edit] - Redshape [Delsin]
Was Right Been Wrong [maxcar vs Pepe Confiote De Iz And Diz Miz] - Paul Kalkbrenner
Oddity [John Talabot Misterioso Mix] - Zwicker feat. Olivera Sanimirov [Compost/Permanent Vacation]
So Much Fun - Lindstrøm feat. Christabelle [Smalltown Supersound]
We're Getting Stronger (The Longer We Stay Together) [Original Walter Gibbons 12" Remix] - Loleatta Holloway [Salsoul Records]
Cassa Disintegrata II (Chrisimas Miss) - mirror

Because Of You [Michael Cleis Remix] - Skunk Anansie [One Little Indian]
Youth Speed Trouble Cigarettes [Radio Slave Remix] - Cassius [Cassius Records]
She's An Illusion - Azari & III [I'm A Cliché]
Santa Maria (del Buen Ayre) [Pepe Bradock Wider Remix] - Gotan Project [¡Ya Basta!]
December 10th - San Proper [Perlon]
We're All Clean - Joris Voorn [Rejected Music]
Electricity - Linkwood [Prime Numbers]
No. 20002 - Wax [Wax]
Vacuum Tube - Floating Points [Eglo Records]
Path Of Most Resistance - Pepe Bradock [Atavisme]
Deep Space Mix [Edit] - Redshape [Delsin]
Was Right Been Wrong [maxcar vs Pepe Confiote De Iz And Diz Miz] - Paul Kalkbrenner
Oddity [John Talabot Misterioso Mix] - Zwicker feat. Olivera Sanimirov [Compost/Permanent Vacation]
So Much Fun - Lindstrøm feat. Christabelle [Smalltown Supersound]
We're Getting Stronger (The Longer We Stay Together) [Original Walter Gibbons 12" Remix] - Loleatta Holloway [Salsoul Records]
Cassa Disintegrata II (Chrisimas Miss) - mirror
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this house is not a motel,
una carriera stroncata
10.12.09
Pudding, sales'n'roll



(e alla fine l'ecletticità senza sorprese del capodanno del Fabric avrà la meglio sulla discomusic di Horse Meat Disco vs DFA, sulla tentazione dubstep della sala Bloc per Eastern Electrics e su tutto il resto all'insegna del 'troppo'. Se tutto va bene saremo tutti turisti stile gita delle medie. Per il resto il ficherrimo mini-festival dubstep al Ministry Of Sound a Santo Stefano e il divertentismo del non capodanno di Erol Alkan ed Aeroplane rendono improbabili altri appuntamenti danzerecci (le minimalate ovunque, l'house di Dennis Ferrer, Martinez Brothers e Cooly G, Sasha per il primo dell'anno). A proposito, ma tra Natale e Capodanno c'è una moratoria sui live indie?)
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this house is not a motel
Se c'è un veleno morirò,
ma sarà dolce accanto a te
ma sarà dolce accanto a te

(nota cantante a seguito dell'ingestione di galatine)
((ormai un programma radiofonico settimanale))
Twees On Drugs (mix) - maxcar - (mirror)
((ormai un programma radiofonico settimanale))
Twees On Drugs (mix) - maxcar - (mirror)
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25.11.09
Sorrisi nella nebbia
Io non ho problemi col freddo, a parte che sono influenzato/raffreddato da tre settimane a questa parte. Io non ho problemi con la nebbia, di sera. Quando torno a casa o quando sono in giro di sera la nebbia in fondo mi piace, ha un che di evocativo, fa venire voglia di scrivere musica nebbiosa. La mattina invece non la sopporto proprio. Andare al lavoro alle otto di mattina con la nebbia intorno è deprimente. Potrebbero esserci dei sorrisi (e di sicuro non ci sono) e sarebbero nascosti. Per contrasto ovviamente credo di essere ancora in estate. E la tracklist dei cinque-sei pezzi / venticinque minuti è nascosta nella nebbia.


26.10.09
Wighnomore
"Hi folks,
After 17 years we are now announcing the retirement of the Wighnomy Brothers DJ project. We will continue to play until 31/12/2009. From then on Sören (Monkey Maffia) and Gabor (Robag Wruhme) will still be there for you - but separately. We would like to thank all of you who kept faith with us in front, besides and behind the turntables. Thank you for the never to be forgotten memories on all dancefloors across the world! Good bye and take care!"

After 17 years we are now announcing the retirement of the Wighnomy Brothers DJ project. We will continue to play until 31/12/2009. From then on Sören (Monkey Maffia) and Gabor (Robag Wruhme) will still be there for you - but separately. We would like to thank all of you who kept faith with us in front, besides and behind the turntables. Thank you for the never to be forgotten memories on all dancefloors across the world! Good bye and take care!"
From: Disco To: Disco (Wighnomy Brothers Mittmikks Mix) - Whirlpool Productions
(sporco, sbagliato e ubriaco. triste e finale a suo modo, anche se mica smettono)
(sporco, sbagliato e ubriaco. triste e finale a suo modo, anche se mica smettono)
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30.9.09
La pioggia viola
(Anche se qui c'è ancora il sole). Esercizio di stile. Doveva essere una specie di tentativo di mettere in fila due o tre cose fighe con un mixato tachicardioinico da un pezzo ogni dieci secondi e poi sono finito sempre sulla techno piagnona, sui lungoni dilatati e sulle versioni private delle cose che più canticchio (Two Dots per capirci). Dopo è pura caciara, come il mio pezzo del momento, ovvero Raindrops: sorrisoni, l’aereo a metà che parte e arriva, even though you’re million miles away.
Rain Drops (mix) - maxcar - [mirror]
Sketch On Glass - Mount Kimbie [HotFlush Recordings]
Wad - Pearson Sound [Hessle Audio]
Sparing The Horse - James Blake [Hemlock Recordings]
Wet Look - Joy Orbison [HotFlush Recordings]
When The Sun Goes Down (Ain’t No Sunshine UR Mix) - Anthony Rother [Datapunk]
Goodly Sin (Robert Hood Remix) - Ben Klock feat. Elif Biçer [Ostgut Tonträger]
For The Lost - The Mole [Internasjonal]
Two Dots [maxcar Dots For The Lost mashup] - Lusine [Ghostly International]
Acid Bells (Martyn’s Bittersweet Mix) - Efdemin [Curle Recordings]
Burning Up - Skream [Digital Soundboy]
Seven (Martyn’s Seventh Remix) - Fever Ray [Rabid Records]
Raindrops - Basement Jaxx [XL Recordings]

Rain Drops (mix) - maxcar - [mirror]
Sketch On Glass - Mount Kimbie [HotFlush Recordings]
Wad - Pearson Sound [Hessle Audio]
Sparing The Horse - James Blake [Hemlock Recordings]
Wet Look - Joy Orbison [HotFlush Recordings]
When The Sun Goes Down (Ain’t No Sunshine UR Mix) - Anthony Rother [Datapunk]
Goodly Sin (Robert Hood Remix) - Ben Klock feat. Elif Biçer [Ostgut Tonträger]
For The Lost - The Mole [Internasjonal]
Two Dots [maxcar Dots For The Lost mashup] - Lusine [Ghostly International]
Acid Bells (Martyn’s Bittersweet Mix) - Efdemin [Curle Recordings]
Burning Up - Skream [Digital Soundboy]
Seven (Martyn’s Seventh Remix) - Fever Ray [Rabid Records]
Raindrops - Basement Jaxx [XL Recordings]

Rain Drops (mix) - maxcar - [mirror]
23.7.09
Professione Vacanze
Bentornati al magico mondo della crisi’n’musica! Se avete passato un Natale di apprensione al suono di Cassa Disintegrata e avete tagliato il vostro monte ferie con Settimo Cielo, adesso siete pronti per qualcosa di serio. Quando devi fare cassa (e non parlo di legna), ogni taglio è buono. Progetti innovativi, sedi decentrate e tutta una serie di parole orribili come ‘nuovi paradigmi’ sono un buon lusso quando l’azienda va bene e magari c’è un qualche progettone capisci’a’mme a sostenerli. In momenti come questi, tutto torna al centro e se sei fortunato (e non sei proprio schiavizzato come i poveri ragazzi di MTV) vieni riassorbito negli headquarters a testimoniare dal vivo i contratti a tempo determinato non rinnovati,a passare le mattinate in cassa integrazione e a rincorrerere le voci incontrollate sull’autunno. Non c’è visibilità però e allora resta il qui e ora, nove giorni di lavoro in un mese e sabato le ferie che iniziano, lunghissime (tre di chiusura sede più una fortemente consigliata).
Uno degli ultimi bagni a mare prima di salutare la Puglia è stato a Cala Corvino. A Torino la gente fa la fila alla domenica per le piscine all’aperto o se ne va nelle valli a camminare per ore. Io non lo farò mai. Durante queste mattine libere ho avuto un umore che definire escapista è poco. Quando mi sono accorto che Professione Vacanze stava prendendo la piega di un Rohmer meets Acid House, tra una Xena crocifissa con Olimpia e tutti quegli anziani che ballano le canzoni di una volta e mangiano la pasta sulla tovaglia di carta, il remix vanziniano del singolo dei Gossip ha cercato di scuotermi. È stato solo un attimo però ed avevo già gli occhi sbarrati davanti al nuoto sincronizzato. Queste vacanze saranno lunghissime*.
Professione Vacanze [mirrors] - maxcar
Sunshine – John Talabot [Hivern Disc]
Keep Me In My Plane (DJ Koze remix) – Who Made Who [Gomma Records]
Come Home (Andrew Weatherall mix) – James [Fontana/Phonogram]
Reckoner (Rollmottle’s Pacifica remix) – Radiohead [Sentrall Records]
Shove – Sven Weisemann [Artless]
Barefoot Through Hell – Chelonis R. Jones [Systematic]
Heavy Cross (Fred Falke remix) – The Gossip [Columbia]
Beach Buggy – Tiger Stripes [Urbantorque Recordings]
maxcar presents Underwater Love (del nuoto sincronizzato)
Moth – Burial & Four Tet [Text Records] vs
Amo Alucinor – Jesse Somfay [Archipel] vs
Oh Reality – Richard Youngs [Sonic Oyster Records] vs
Porc #2 – Moderat [BPitch Control]
Sky And Sand – Paul & Fritz Kalkbrenner [BPitch Control]
[Contiene tracce dei Drops]

Professione Vacanze [mirrors] - maxcar
*Ovviamente avevamo preso dei biglietti per la Turchia con Myair.
Uno degli ultimi bagni a mare prima di salutare la Puglia è stato a Cala Corvino. A Torino la gente fa la fila alla domenica per le piscine all’aperto o se ne va nelle valli a camminare per ore. Io non lo farò mai. Durante queste mattine libere ho avuto un umore che definire escapista è poco. Quando mi sono accorto che Professione Vacanze stava prendendo la piega di un Rohmer meets Acid House, tra una Xena crocifissa con Olimpia e tutti quegli anziani che ballano le canzoni di una volta e mangiano la pasta sulla tovaglia di carta, il remix vanziniano del singolo dei Gossip ha cercato di scuotermi. È stato solo un attimo però ed avevo già gli occhi sbarrati davanti al nuoto sincronizzato. Queste vacanze saranno lunghissime*.
Professione Vacanze [mirrors] - maxcar
Sunshine – John Talabot [Hivern Disc]
Keep Me In My Plane (DJ Koze remix) – Who Made Who [Gomma Records]
Come Home (Andrew Weatherall mix) – James [Fontana/Phonogram]
Reckoner (Rollmottle’s Pacifica remix) – Radiohead [Sentrall Records]
Shove – Sven Weisemann [Artless]
Barefoot Through Hell – Chelonis R. Jones [Systematic]
Heavy Cross (Fred Falke remix) – The Gossip [Columbia]
Beach Buggy – Tiger Stripes [Urbantorque Recordings]
maxcar presents Underwater Love (del nuoto sincronizzato)
Moth – Burial & Four Tet [Text Records] vs
Amo Alucinor – Jesse Somfay [Archipel] vs
Oh Reality – Richard Youngs [Sonic Oyster Records] vs
Porc #2 – Moderat [BPitch Control]
Sky And Sand – Paul & Fritz Kalkbrenner [BPitch Control]
[Contiene tracce dei Drops]

*Ovviamente avevamo preso dei biglietti per la Turchia con Myair.
Etichette:
ballando le cupole,
colori acidi,
dj set,
electronica,
live at the social,
mare profumo di mare,
mp3,
pilot,
poppe,
remix,
this house is not a motel,
una carriera stroncata
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