17.3.08

Puntini di sospensione

Sono vivo. Se tutto va bene, dalle prossime settimane potrò anche tornare più spesso da queste parti. Ovvero via da Torino, dai live di Tiger Stripes, Shout Out Louds, 2000 And One e dell’I Am Festival (con Funk’d’Void, Los Hermanos, Fumiya Tanaka, A Guy Called Gerald, Ananda ed Eulberg)

Una volta c’erano nei pub i gruppi di diciottenni che scopiazzavano Sonic Youth e Blonde Redhead. Oggi sei passato ai club e i diciottenni imitano in console Nathan Fake, persino nella capigliatura pennellona. Una volta andavi a vedere al Cinema Massimo il film muto Dans La Nuit musicato dai Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo. Oggi vai al King Kong MicroPlex a vedere Three Ages di Buster Keaton musicato da Jeff Mills.

Non sono potuto andare alla data torinese dei Baustelle. Tutto esaurito giorni prima. Io non sono abituato ai ‘tutto esaurito’. Con una forma di rimozione nervosa, per me il concerto non avviene più, così come nel caso di eventi a cui non si può partecipare. Alcuni credono di avere visto i Pixies quattro-cinque anni fa e invece si era trattato di allucinazione collettiva.

In compenso il giorno dopo sono andato a sentire Juan Atkins, l’uomo che con Model 500, Cybotron e un’altra dozzina di nomignoli ha segnato la transizione dall’electro funk alla techno di Detroit. Col cervello mangiato dagli alieni dei suoi pezzi, il succedersi impreciso dei consueti capisaldi aveva un che di spettrale. Pesante e techno nella prima parte, malinconicamente disco nella seconda. L’aria da revival in casi come questi è giustificabile, ma di fronte al rullo compressore di The Bells, alla lussuria di I Feel Love e all’unico pezzo del bis – quella Jaguar che risveglierebbe gli entusiasmi anche a una mandria di elefanti sedati – testa e cuore non superavano il contrasto tra pezzi oggettivamente “inutilizzabili” e l’effetto potente che continuano ad avere.

La settimana dopo, l’enorme fila davanti all’Hiroshima Mon Amour per gli Autechre è fatta di giovani, vecchi, sinistrati, cubiste del Club 21, manovalanza impiegatizia e uomini e donne di mezza età che non hanno superato indenni la frequentazione con le droghe chimiche della seconda metà degli anni Novanta. Sono solo le 22e30 e Rob Hall sfugge al concetto di djset di apertura con una techno molto inglese, acida ma rotonda, ritmicamente dritta ma ornata di break spezzati. I SND si presentano sul palco con due martelli pneumatici della Apple: per due minuti in mezzo mi sono divertito, per il resto credo che abbiano iniziato i lavori del nuovo capolinea della metro al Lingotto. Fortunatamente Rob Hall torna in scena alla destra del palco, mentre al centro attaccano i jack. Poi si fa buio. Buio nero. Niente schermi e visuals, niente strobo e riflettori, niente luce verde per le uscite di sicurezza. Gli Autechre cominciano spediti, ballabili e belli grassi. Il buio non va via. Se hanno degli schermi sono orizzontali e privi di illuminazione. Il concerto è il contrario di Quaristice, solido e continuo. Al primo rallentamento quasimelodico scoppia l’applauso. Ma tutto rimane buio. Ballano tutti, il live trasuda esperienza e mi chiedo se qualcuno ci avesse già pensato: più che inquietante quel buio sapeva di rimozione dell’inutile, dei capelli rosso finto, dei cardigan, dei jeans dentro gli stivali, dei pallini sui maglioni infeltriti, dei giubbotti di pelle nera, del vuoi qualcosa, del che mi dai un sorso, della chiacchiera in mezzo al concerto, dei flash delle macchine digitali, di tutti voi. Chiunque e qualunque cosa voi siate. Poi dopo un’ora senza cadute di tono le luci si sono riaccese sull’applauso e non si sono rispente per un bis. Rob Hall prende in consegna la ventina di persone che decide di restare per la sua chiusura, che non andrà oltre un’ulteriore gustosa mezzora. Sono le 2e30, tutto è finito e mentre torno a casa mi sembra di risentire di tre ore di fuso orario.

Rae - Autechre
Vessels In Distress - Model 500

7 commenti:

maxcar ha detto...

come cacchio è possibile che uno ritorna e in un pomeriggio gli fottono 5 giga di banda intonsa?!

Federico Spadavecchia ha detto...

Cavolo c'ero anch'io al fluido mi sarebbe davvero piaciuto incontrarti per scambiare 2 chiacchere, speriamo di rimediare per Los hermanos :D

atroC.T.X.Z.B.tion ha detto...

200 and one a torino??? quando?! voglio esserci!

maxcar ha detto...

@fs: purtroppo perderò il festivallo. sarà per le prossime

@atroctxzbt: sarà la sera di pasqua

maggie ha detto...

hm...un sacco di nomi che hanno suonato qui a roma qsti giorni....almeno nelle ultime 2 settimane... :)

enver ha detto...

remotti

maxcar ha detto...

perotti