5.10.07

Dead Slippy (sun goes down, temperature drops)

Ogni minima intenzione di opinione su Oblivion With Bells, il nuovo disco degli Underworld, è impedita da Beautiful Burnout. Beautiful Burnout è fredda e sconsolata come la consapevolezza della Fine. Dopo di lei c’è il resto del disco, ma non importa. Si rimane imprigionati. Karl Hyde mormora sotto multipli strati di ghiaccio che diffrangono la sua voce. Beautiful Burnout è l’inedito Dino The Leggy e, ribaltando la forma, qui è il passato a congelarsi fino a diventare il presente. Alcune scelte sulle prime sembrano discutibili:lo slap bass sintetizzato e po’ plastificato, la produzione lineare che rimanda a quegli Underworld dei poveri che erano i Fluke, la tentazione continua di cantar sopra Sky di Sonique. Come gli altri eroi elettronici dei Novanta, sembrano ormai capaci di sfornare solo pezzi discreti che avranno remix superiori all’originale. Eppure Beautiful Burnout supera le miserie del giudizio razionale applicato alla musica. Un po’ per quei particolari inutili di cui ti chiedi il perché (la diamonica solitaria e i rumori di campo della sezione iniziale, le variazioni sulle due note di sintetizzatore), un po’ per quel giro di bongos con cui riparte dopo la pausa, primordiale come un’ultima danza prima della Fine. Di sicuro per quella voce seppellita nel silenzio a metà pezzo, che una volta cantava sui poster eccessi non nostri ma da noi vissuti come cartoni animati e oggi ci ricorda che siamo cresciuti. Passati. Forse finiti. Finché il battito non riparte, to a new tension headache.


Beautiful Burnout - Underworld

4 commenti:

bebo ha detto...

Credo che per molti, molto spesso, la vita sia passata con la voce di Hyde nelle orecchie.
Il disco è quel che è, mi sembra passabile, però quell'ometto pelato lì...

federico ha detto...

Sembra un qualunque membro a caso dei Motley Crue.

chad palomino ha detto...

immagino fosse ancora nei freur(do you rememner "doot doot"?

Miguel ha detto...

http://it.youtube.com/watch?v=ZLsioyQxePc