3.4.06

Pink days and not black dice
(un post pre-elettorale bifronte)


il Nord, il Sud, il Caimano, lo sBoom, il (non) replay
Sabato scorso nel corso principale di Bari, il comizio di Calderoli e una mail con una sua indiscrezione carpita a un concerto di Matt Elliot ci lasciavano intravedere la nostra triste prigione: Legnano è meglio di Bari. Saltato insomma l’evento Black Dice non resta che tornare alla pessima musica senza pretese, con la faccia del cronista che nello speciale sul crollo dell’ecomostro di Matarrese si dilungava in una lunga spiegazione sul rito delle tre sirene che avrebbero preceduto l’implosione, mentre una nube di polvere si alzava alle sue spalle senza avvertirlo. Tanto c’è il replay. Si spera solo che domenica sera non saltino anche gli Stereo Total in Palermo, perché è vero che si sopportano 14 (quattordici) ore di viaggio in treno con lo sconto del 60 (sessanta) percento per fare i bravi cittadini, ma per questo motivo si perdono anche quelli della Border Community a Milano. Passi quest’ultima ulteriore sventura, ma vorrei focalizzare quelle 14 (quattordici) ore, il doppio rispetto al tragitto verso Milano elevato alla potenza delle ferrovie ioniche e di quelle sicule: siamo insomma d’accordo con Bertinotti (“Chi parla di Ponte sullo Stretto dovrebbe prima farsi 1000 (mille) chilometri sulle ferrovie siciliane”) e lo parafrasiamo in “Chi parla di Ponte sullo Stretto dovrebbe prima realizzare 1000 (mille) chilometri di TAV sulle ferrovie siciliane”. La cosa più divertente della visione cinematografica di venerdì erano le facce di alcuni spettatori. Colonna sonora Cataratcact di Schneider TM, ovvero la bonaria parodia del replay glitchtronico, e due che hanno il coraggio di fare i nomi (i propri) come Fujiya e Miyagi.

Non è la fine del mondo (noi siamo come un lato B migliore di un mediocre lato A)
Ce ne facciamo una ragione e torniamo alla pessima musica senza pretese. È l’orizzonte italiano attuale direbbe il Cane Rex e noi in questo momento stravediamo per il Cane Rex e per tutta la sua estetica post-twee e post indietronica. Gioia, gioia, è arrivato il sintetizzatore. La stessa gioia dei pupazzetti di plastica del Moz e dei Pet Shop Boys che in Svezia i ragazzi della Song I Wish I Had Written praticano con ignoranza degna di un manga su gai pokemon sonorizzato con Shooting dai giapponesi Sonic Coaster Pop. E insomma, se non avete goduto appieno in DJ (ri)Scalcia del brano di chiusura dei Le Sport nel remix di Mr Suitcase perché avete orecchie ancora indie-addormentate, magari fa più per voi la versione Vapnet di It’s Not The End Of The World e non sarà certo la fine del mondo se non apprezzerete nemmeno quella.

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