Il liberismo ha i giorni contati e ne approfittiamo. Non sappiamo se avremo un futuro (come possiamo non averlo?) e sfruttiamo il Regno Unito e la sua crisi. La ster£ina è quasi come l’€uro, ti tirano dietro gli sconti e ridi di quelli che comprano su ebay roba usata pagandola più di quanto tu tiri fuori per il nuovo. Io per esempio ieri ho comprato un giocattolino con le manopole che è l’equivalente controller midi inutil-design plasticoso di un iPod nano. Non lo mostro in dettaglio solo perché ancora non mi regalano i gadget, ma altro che i vostri ukulele del cazzo. (Ok tranne il flying ukulele metal giallo di Spongebob). Io compro i gadget, ma se avessi avuto i soldi, avrei fatto il pensierino di comprare casa in Inghilterra: prezzi delle case –30%, moneta in calo di un altro 35%. Tanto come possiamo non tornare ad essere quelli che eravamo prima? Ogni discesa in borsa del 50% è un possibile raddoppio del capitale. Tanto come possiamo non tornare ad essere quelli che eravamo prima? Sempre che non si fallisca. Prima. Fate presto comunque, per i gadget, che tra un po’ la Regina stampa moneta e vi scordate la deflazione. (No, non ci credo che gli inglesi possano agganciare la sterlina all'euro)
20.1.09
14.1.09
Il paradosso del nonno
Henrik Schwarz, Dixon e Âme da queste parti sono tra i preferiti, con la loro musica (oltre l’)house. Su richiesta di un cd (mixato e non) nel quale ripercorrere le proprie influenze, hanno deciso con il prossimo The Grandfather Paradox di celebrare le loro radici minimali. Dove minimale non sta per techno minimale ma per quel modo di comporre che da Steve Reich, passando per il kraut, la new wave, Arthur Russell e tanti altri ha portato a Robert Hood e a Richie Hawtin. Letta la tracklist monta l’attesa e ci si barcamena tra classici conosciuti e intriganti nomi del quale si ignorava l’esistenza.
The Three Faces of Balal - Yusef Lateef
N.I.T.A. - Young Marble Giants
The Three Faces of Balal - Yusef Lateef
N.I.T.A. - Young Marble Giants
13.1.09
Roots Bloody Roots
In the words of Sylvester: reality was less "everybody is a star," and more "I who have nothing."
Un anno dopo Hercules & Love Affair, Anthony e Blind. Tutto intorno per l’ennesima volta ci si riempe la bocca con la parola house e a volte fatichi ad associare quel termine a quello che si sente. L’house, più di altri generi, ha sofferto nei tempi le brutture di chi l’ha cooptata e l’ha condotta verso popolarità sempre più improbabili fatte di vita, amore e felicità. Le disco-dive per il grande pubblico, il suono champagne per gli aperitivi provinciali, l’euro-demenza per sonorizzare gli autoscontri e le montagne russe, l’abitino afro-decontestualizzato oggi perché ogni due anni bisogna cambiare abitino alla cassa che rassicura il pubblico del daje e daje.
L’house però di suo è musica che è nata con un rapporto problematico nei confronti di vita, amore e felicità, musica di malinconica dis-integrazione sospesa tra ricerca di identità (nel gender, nelle radici, nella fuga dal quotidiano) e un divertimento che non cancellava tutti i problemi ma li cannibalizzava e se ne nutriva. Se poi guardiamo a New York il contesto era ben definito: crisi sessuali e di gender, prostituzione transgender, ormoni al mercato nero, dipendenza da alcol e droga, solitudine, razzismo, HIV, ACT-UP, il parco di Thompskin Square, la brutalità della polizia, lavoro sottopagato, disoccupazione e censura. Tutti a 120 beat al minuto .
DJ Sprinkles (alter ego per Terre Thaemlitz, veterano di quella scena) canta il blues decadente di quei giorni a 120 beat al minuto. La sua house originaria racconta tutto questo, sconfinando per bellezza nell’ambient pastorale delle piste da ballo svuotate e delle ferrovie che portano dalla provincia alla metropoli e nel fag-jazz ossessivo che nasconde dietro l’organico degli strumenti le sfumature più tecnologiche. Tra il tragico e il sublime, come quel volto in copertina che non sai se sia uomo o donna, se rida o se pianga.

Un anno dopo Hercules & Love Affair, Anthony e Blind. Tutto intorno per l’ennesima volta ci si riempe la bocca con la parola house e a volte fatichi ad associare quel termine a quello che si sente. L’house, più di altri generi, ha sofferto nei tempi le brutture di chi l’ha cooptata e l’ha condotta verso popolarità sempre più improbabili fatte di vita, amore e felicità. Le disco-dive per il grande pubblico, il suono champagne per gli aperitivi provinciali, l’euro-demenza per sonorizzare gli autoscontri e le montagne russe, l’abitino afro-decontestualizzato oggi perché ogni due anni bisogna cambiare abitino alla cassa che rassicura il pubblico del daje e daje.
L’house però di suo è musica che è nata con un rapporto problematico nei confronti di vita, amore e felicità, musica di malinconica dis-integrazione sospesa tra ricerca di identità (nel gender, nelle radici, nella fuga dal quotidiano) e un divertimento che non cancellava tutti i problemi ma li cannibalizzava e se ne nutriva. Se poi guardiamo a New York il contesto era ben definito: crisi sessuali e di gender, prostituzione transgender, ormoni al mercato nero, dipendenza da alcol e droga, solitudine, razzismo, HIV, ACT-UP, il parco di Thompskin Square, la brutalità della polizia, lavoro sottopagato, disoccupazione e censura. Tutti a 120 beat al minuto .
DJ Sprinkles (alter ego per Terre Thaemlitz, veterano di quella scena) canta il blues decadente di quei giorni a 120 beat al minuto. La sua house originaria racconta tutto questo, sconfinando per bellezza nell’ambient pastorale delle piste da ballo svuotate e delle ferrovie che portano dalla provincia alla metropoli e nel fag-jazz ossessivo che nasconde dietro l’organico degli strumenti le sfumature più tecnologiche. Tra il tragico e il sublime, come quel volto in copertina che non sai se sia uomo o donna, se rida o se pianga.

Midtown 120 Intro - DJ Sprinkles
Ball'r (Madonna-Free Zone) - DJ Sprinkles
Ball'r (Madonna-Free Zone) - DJ Sprinkles
11.1.09
Videomusic
Marie Antoinette vs Elisa di Rivombrosa vs Uguccione vs Fantaghirò
Anima Mia dei Cugini di Campagna dal programma dell'anno Ciak si Canta.
Altrove Albano meets MGMT (ma il livello è altissimo per tutti)
9.1.09
Picchio Tel Aviv
Immolate Yourself è discontinuo. Ha delle tentazioni new wave che non capisci (tipo quelle del singolo e di Stay Away From Being Maybe, che ha il titolo bello e però ricicla il trattamento vocale usato per il remix di Apparat). Inizi folgorato e finisci interdetto. Però quell’unico flusso tra i tamburoni di Your Every Idol e la malinconica dichiarazione d’amore sepolta e arpeggiata di You Are The Worst Thing In The World resiste a quella tentazione che dicevi prima e ai pad troppo ossigenati. Però Mostly Translucent è una ballata per cervelli fritti dalla ketamina. Però The Birds rende l’ossessione della memoria con un perfetto staccato di batteria che segna il tempo e si fa crescendo come un dannato picchio sul cranio.
(I Telefon Tel Aviv hanno abbandonato il tric e trac al laptop con l’etichetta indm di Chicago Hefty in favore dell’amicizia con Apparat, della Bpitch Control di Ellen Allien e di un pop elettronico sempre più europeo, alla M83)

(I Telefon Tel Aviv hanno abbandonato il tric e trac al laptop con l’etichetta indm di Chicago Hefty in favore dell’amicizia con Apparat, della Bpitch Control di Ellen Allien e di un pop elettronico sempre più europeo, alla M83)

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5.1.09
Gimme Five, all right!
Ogni giorno mi arrivano un centinaio di mega di mp3 nella casella della posta. Solitamente chi li invia non si prende minimamente la briga di controllare se possano in qualche modo rientrare nei miei interessi. Ormai non ascolto quasi più niente, perché fortunatamente tutti amano descriversi preventivamente con generi e gruppi di riferimento. Faccio uno strappo però per questa segnalazione di un gruppo di NY con una voce stile Brett Anderson più baritonale. Non li avrei indicati (e nemmeno sentiti, se per questo) se non fosse stato che si chiamano Padre Pio e uno dei loro pezzi si intitola High Fives (per la cronaca l'high five è quando si alza la mano e si batte il cinque).


High Fives - Padre Pio
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30.12.08
I want to dance sleep
Ho iniziato a leggere Bring The Noise di Simon Reynolds (Hip-Hop-Rock in Italia) e il mood pippaioleggiante delle prime pagine (spesso smentito dalle note a posteriori scritte oggi su quei vecchi articoli) è ben venuto in giorni in cui guardo ai miei consumi culturali con occhio più problematico che istintivo. O meglio, mi sono accorto che per quanto negli ultimi anni sia andato con la corrente (“going with the flow” se ci fosse stata una versione originale, ahah), poi mi ritrovavo sempre ad avere una prospettiva matura (da anziano), vissuta (da anziano) e da fuori (da anziano) pur consumando generi che a prima vista erano il regno del supergiovane.
Quest’anno dunque si chiude con DJ Koze, che è trentaseienne e spiega coi fatti come l’esperienza (l’anzianismo) possa essere tanto illuminante ed esploratrice. Alla faccia del ciclo-stile di urgenza. Lo spostamento dei confini, lo sguardo oltre possono muoverti anche se non fai arte concettuale. Il qui e ora di Let’s Love / I want to sleep, la tragedia incombente di Mango e Abudinga sono l’altra faccia dell’eterno bagnasciuga del basta ya de minimal. L’imballabile viene reso ballabile come in Zou Zou e Jolly Nuttich Joker, per limitarci a quest’anno. Rilascia interviste che colgono il tuo momento, scratcha come un dj hiphop davanti ai minimalmaniaci e quando sei giù basta riguardare quel video in cui con gli International Pony fa lo scemo ri-coverando Laurent Garnier con maglioni degni di quelli che indossiamo tutti in casa.
Così si chiude con la sua versione di Dance Avec Moi dei Nôze che da circa due minuti in poi è come un ritorno a casa, di quelli che sei in strada e passi davanti alle case in festa con le trombette, bicchieri e battimani che si confondono senza equilibrio e senza armonia e tu invece vai a dormire, perché per una notte non vuoi ballare, vuoi solo dormire. E come tutti i suoi pezzi quando pensi che tutto sia stato detto, a trenta secondi dalla fine riesce a lasciarti a bocca aperta e umanamente sopraffatto, convincendoti che una citazione di Truffaut possa risorgere dal tremendo destino di essere diventata una frase d’acchiappo buona per myspace e facebook. Grazie al modo diverso di vedere una stessa melodia.
Update: visto che dai commenti arriva quasi una mezza richiesta, siore e siori, ecco a voi il video di Koze che fa breakdance durante un suo set con Vincent Oliver e Nathan Fake in Giappone
Quest’anno dunque si chiude con DJ Koze, che è trentaseienne e spiega coi fatti come l’esperienza (l’anzianismo) possa essere tanto illuminante ed esploratrice. Alla faccia del ciclo-stile di urgenza. Lo spostamento dei confini, lo sguardo oltre possono muoverti anche se non fai arte concettuale. Il qui e ora di Let’s Love / I want to sleep, la tragedia incombente di Mango e Abudinga sono l’altra faccia dell’eterno bagnasciuga del basta ya de minimal. L’imballabile viene reso ballabile come in Zou Zou e Jolly Nuttich Joker, per limitarci a quest’anno. Rilascia interviste che colgono il tuo momento, scratcha come un dj hiphop davanti ai minimalmaniaci e quando sei giù basta riguardare quel video in cui con gli International Pony fa lo scemo ri-coverando Laurent Garnier con maglioni degni di quelli che indossiamo tutti in casa.
Così si chiude con la sua versione di Dance Avec Moi dei Nôze che da circa due minuti in poi è come un ritorno a casa, di quelli che sei in strada e passi davanti alle case in festa con le trombette, bicchieri e battimani che si confondono senza equilibrio e senza armonia e tu invece vai a dormire, perché per una notte non vuoi ballare, vuoi solo dormire. E come tutti i suoi pezzi quando pensi che tutto sia stato detto, a trenta secondi dalla fine riesce a lasciarti a bocca aperta e umanamente sopraffatto, convincendoti che una citazione di Truffaut possa risorgere dal tremendo destino di essere diventata una frase d’acchiappo buona per myspace e facebook. Grazie al modo diverso di vedere una stessa melodia.
Danse Avec Moi (DJ Koze Rework) - Nôze
Update: visto che dai commenti arriva quasi una mezza richiesta, siore e siori, ecco a voi il video di Koze che fa breakdance durante un suo set con Vincent Oliver e Nathan Fake in Giappone
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24.12.08
Cassa Disintegrata (A nonXmas Carol Mix)
Io di solito amo le vacanze lunghe. Quando le vacanze lunghe però sono obbligate il piacere non è lo stesso, anche se durano quanto quelle che avevi pianificato. Nel mondo metalmeccanico che sono solito frequentare la parola di fine 2008 è CASSA. Anche qui, il piacere non è il solito. Ci tranquillizzano però. Il 2009 sarà un anno in cui fortificarsi in silenzio, con budget ridotti e preparandosi per quando si tornerà a correre. Io sotto quest’albero regalo la cassa, quell’altra. Messi da parte gli ammiccamenti pop, gli spericolati mashup e l’accessibilità disco o electro dei featuring da Inkiostro, per una volta mi concedo techno, house e basta.
Buon Natale a tutti, comunque.
Buon Natale a tutti, comunque.
Cassa Disintegrata (A nonXmas Carol Mix)

Game Over (Loco Dice 5AM At The Tsukiji Market Remix) – Tokyo Black Star [Innervisions]
Mama Coca (SIS Remix) – Jay Haze [Desolat]
Bosworth – Perc [Perc Trax]
Federgewicht (Oslo Version) – Solomun vs Ost And Kjex [Diynamic]
Aftermama’s – Masomenos [Welcome To Masomenos]
Hiding In The Bottom Drawer – Clara Moto [InFiné]
Where Were You? – Rolando [Delsin]
The Pulse – Efdemin [Curle]
Energy Flash – Joey Beltram [Transmat / R&S]
Take Me For A Spin – Simon Baker [Infant]
Like The Way – The Mole [Wagon Repair]
Miles – Lawrence [Dial]
They Only Come Out At Night – Guillame & The Coutu Dumonts [Risque]
Mango Cookie (Dj Koze’s Pink Moon Remix) – Sascha Funke [BPitch Control]
Ascolta e scarica Cassa Disintegrata (A nonXmas Carol Mix)

Game Over (Loco Dice 5AM At The Tsukiji Market Remix) – Tokyo Black Star [Innervisions]
Mama Coca (SIS Remix) – Jay Haze [Desolat]
Bosworth – Perc [Perc Trax]
Federgewicht (Oslo Version) – Solomun vs Ost And Kjex [Diynamic]
Aftermama’s – Masomenos [Welcome To Masomenos]
Hiding In The Bottom Drawer – Clara Moto [InFiné]
Where Were You? – Rolando [Delsin]
The Pulse – Efdemin [Curle]
Energy Flash – Joey Beltram [Transmat / R&S]
Take Me For A Spin – Simon Baker [Infant]
Like The Way – The Mole [Wagon Repair]
Miles – Lawrence [Dial]
They Only Come Out At Night – Guillame & The Coutu Dumonts [Risque]
Mango Cookie (Dj Koze’s Pink Moon Remix) – Sascha Funke [BPitch Control]
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23.12.08
20.12.08
Come un tumblr natalizio - parte 6
The Little Drummer Boy - Salsoul Orchestra
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19.12.08
18.12.08
17.12.08
Come un tumblr natalizio - parte 3
Jingle Bells - Mike Ink (alias Wolfgang Voigt)
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Come un tumblr natalizio - parte 2
Wonderful Christmas Time (Paul McCartney cover) - Ane Brun, Lindstrøm & Thom Hell
15.12.08
12.12.08
Cronologie stronze
Ore 10.00: Vengono messi in vendita i biglietti per il concerto della reunion dei Blur il 3 Luglio ad Hyde Park
Ore 10:01: Acquisto dei biglietti per il concerto della reunion dei Blur il 3 Luglio ad Hyde Park
Ore 10:02: Vengono messi in vendita i biglietti per il concerto della reunion dei Blur il 2 Luglio ad Hyde Park
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Ore 10:02: Vengono messi in vendita i biglietti per il concerto della reunion dei Blur il 2 Luglio ad Hyde Park
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9.12.08
Il prezzo della benzina si è quasi dimezzato, ma tanto non sappiamo dove andare per l’ultimo dell’anno
Uno si sbatte tanto e poi basta un weekend lungo per buttare all’aria settimane e settimane di oscuri pezzi sfollagente. Tornando a casa ero persino contento che su M2O Gabry Ponte stava suonando il remix degli Aeroplane di Grace Jones (ancor di più perché poi lo mixava con una cover tamarra per fisarmonica alla Sanim della musica di Tetris + il jingle dell’impasticcato che canta “Shock sotto shock una vita sotto shock, oh Gabry sei troppo sotto shock”). Poi succede il macello. In giorni altrimenti tranquilli, un’orda di fan di Bon Iver si accampava nel precedente post, prima facendo strame del record di visite del mese precedente (cari repubblicani, Bon Iver avrebbe avuto qualche possibilità in più contro Obama), poi superando il record annuale (eh, sì, l’anteprima di Blind di Hercules & Love Affair). Ero pronto a smorzare questi entusiasmi con un verboso post su come nessuno abbia affrontato i temi “l’occidente vive anestetizzato la recessione?”, “il dubstep può esserne la colonna sonora?”, “la fine della Skull Disco”, “no la carne alla diossina non basta” intitolato Tutti i suicidi che non ti ammazzano ti rendono più forte. Quando stamattina scopro che sul suo blog per il New Yorker Sasha Frere-Jones ha linkato il post con il pezzo di Bon Iver. Mi ha pure fatto venire il rimorso che ancora non ho sentito il mixtape di Esau Mwamwaya e Radioclit.
ps: Nesrib di SIS mi è tanto simpatica quanto Trompeta di SIS mi stava sulle palle
Death Is Not Final - Shackleton
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5.12.08
Do you believe in Love after Kanye?
4.12.08
1.12.08
Gino Salamella è il nome perfetto per uno di quei produttori di italo-minimal che vanno di moda per ora ma...
...Raibaz invece è andato a sentire / vedere / ballare / tutto Laurent Garnier ai Magazzini Generali. Ed è un gran leggere
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Spaccacuore
Sentirò solo oggi 808s and heartbreak di Kanye West, ma l’attesa è tanta viste le interessanti riflessioni che suscita in giro su tecnologia in musica, arte e vita personale, noi giovani trentenni di successo cuoricione spezzato: tra le tante segnalo mm1 e il sempre indispensabile Simon Reynolds che traccia un parallelo su abusi e usi delle possibilità di produzione software tra Kanye e i Guns’n’Roses (ok ho da poco scoperto gli usi perversi di compressione e sidechaining quindi è come sparare sulla croce rossa). Non potendo fare a meno di soccombere anche io al “rendi il tuo blog da trentenne più adolescenziale con Kanye e con immagini robotristi”, controbilancio con la gioia di testa e di pancia che provoca il nuovo pezzo di DJ Koze per il terzo episodio della Areal meets San Martino Campanaro per bambini tedeschi: proprio quando sembra che Koze utilizzi i synthoni alla Delia e Gavin in modalità minimal malata (“noi trentenni che* abbiamo ascoltato troppa musica preferiamo mischiarci coi guidos adolescenti”) i pitch derivano e le melodie barcollano con sfumature deep house (“noi trentenni poi alla fine stiamo a casa il sabato sera e raccogliamo le provocazioni sonore di altri trentenni che hanno ascoltato troppa musica”).
* il termine “noi trentenni che” è ispirato dalla rubrica “noi che” da I migliori anni della nostra vita**
** noi che non sappiamo se ci abbia più EMOzionato l’uso di Delia & Gavin o di Renato Zero ne Il Divo

* il termine “noi trentenni che” è ispirato dalla rubrica “noi che” da I migliori anni della nostra vita**
** noi che non sappiamo se ci abbia più EMOzionato l’uso di Delia & Gavin o di Renato Zero ne Il Divo

Abudinga - DJ Koze
26.11.08
Run Babies Run
Questo è il video di Run Wrake per Music For Babies di Howie B. E questo non è il solito post “E i FSOL ed Howie B non ci sono più”, anche perché pare che il 2009 sia l’anno del ritorno per i Future Sound Of London, col loro nome e con un alter ego cosmic disco (Amorphous Androgynous) che l’altro ieri è uscito con una doppia compilation che mette insieme Osibisa, Miles Davis, Devendrone Banhart, Can, Hawkwind, chipiùnehapiùnemetta e ben due pezzi fattapposta. Qui si parla di Run Wrake. Negli anni Novanta Run Wrake era l’artefice di quei video musicali animati che disturbavano unendo gli oggetti del quotidiano e un tratto netto e pop a collage sdruciti di pezzi di corpi, organi e vermicelli assortiti. Il tutto veniva condito con un gusto paranoico per la ripetizione, l’avanti e indietro e l’immagine ingoiata dall’immagine. Ha girato tutti i video di Howie B e due per i FSOL, ma aveva iniziato con i Gang Of Four. La vicinanza con Howie B si è tradotta in una collaborazione non esaltante ai visual dei concerti degli U2 (dal Popmart al Vertigo) e nei primi anni di questo decennio ha fatto da badante a residuati dei Novanta come Stereo MCs, Manu Chao, Charlatans e Asian Dub Foundation. Non essendo mai stato un grosso frequentatore dell’NME però mi era sfuggito che per dodici anni, dal 1988 al 2000, Run Wrake ha illustrato ogni mese una recensione col suo stile pop marcio e immaginifico. Sul suo sito presenta purtroppo soltanto una selezione di quei lavori ma i valentini senza cuore, i dischi che si fanno in quattro, i ganci hip hop e le canzoni nordiste del fanclub adolescenziale qui sotto fanno venire voglia di recuperare tutta la collezione.
25.11.08
Preferisco sempre il peggio
Forse per ripagarci del fatto che ancora rimpiangiamo la scomparsa dalle loro pagine di Stefano e che gran parte dei nuovi collaboratori parla di musica che in media mi annoia, a Vitaminic decidono di segnalare Efdemin nella playlist della colonna di destra e lanciano Pronti al Peggio, che è come una specie di televisione del sito per dirla come direbbe un Costanzo o un Pippebaudo. Se escludiamo il finto pestaggio di Pastore, l’inizio è di quelli che ci piace.
Nell’ultimo contributo parte Fossifigo, una rubrica dove si spiega senza troppe romanticherie e con giusto realismo, come i musicisti si mantengano in attesa di riconoscimento economico. Al di là del fatto che suonare negli Ex-Otago non dia da vivere, un applauso a Simone che ha mandato a fanculo il sistema della produzione artistica che pretende di farti lavorare (nel suo caso da grafico) senza pagare e ha preferito dei soldi veri a fine mese da autista di pullman.
Grande invidia poi per l’inaugurazione live con i Casino Royale in salotto. A me il video di La soprà qualcuno ti ama non faceva che dire (No) Protection meets Milano For Zombies in reverse.
Nell’ultimo contributo parte Fossifigo, una rubrica dove si spiega senza troppe romanticherie e con giusto realismo, come i musicisti si mantengano in attesa di riconoscimento economico. Al di là del fatto che suonare negli Ex-Otago non dia da vivere, un applauso a Simone che ha mandato a fanculo il sistema della produzione artistica che pretende di farti lavorare (nel suo caso da grafico) senza pagare e ha preferito dei soldi veri a fine mese da autista di pullman.
Grande invidia poi per l’inaugurazione live con i Casino Royale in salotto. A me il video di La soprà qualcuno ti ama non faceva che dire (No) Protection meets Milano For Zombies in reverse.
24.11.08
Dai potere alla manopola
20.11.08
La centrale delle luci (rosse) elettriche
Clubbing, probably. Checking out the techno places [J.C.]
La passione per la musica ti porta un po’ dappertutto e dopo gli spazi riappropriati con le KK, i luoghi del post-industriale, le discoteche fighette, i pub della provincia, gli auditorium delle fondazioni, non potevi che finire lì. Tra le puttane. Possiamo chiamarle signorine con tatto leggero, possiamo usare la freddezza da teorico di marketing del termine eros center, possiamo esercitare i nostri aggettivi su quei neon e sui boombox che ancora non si sono fatti sostituire dagli ipod, ma la verità sta nelle facce di chi sta dall’altra parte del vetro,da qualunque altra parte del vetro si stia. Il Café D’Anvers è lì in mezzo, circondato da vibratori reggicalze fucsia pelle e tutto il resto. Le grosse catene che sostengono i sedili sono memoria del porto vecchio, le alte mura ricordano chissà quali merci depositate in tempi andati. All’estetica del casino si allude solo in un salottino fatto di vecchi divani di velluto, ma per il resto il pavimento con le luci colorate e lampeggianti, la macchina per il fumo e la gigantesca pallaspecchio richiamano alla mente più che altro gli ultimi giorni della discomusic, o anche le discoteche di provincia per liceali in gita degli anni Novanta. Con tanto di ventenni (pochi) che sembrano liceali in gita in una discoteca di provincia.

Andrew Weatherall sbadiglia già prima di prendere posto. Per circa un’ora e mezza martella con una tribal tech minimale scarna, e me lo aspettavo, ma senza bassi e sintetizzatori. Solo pestoni piatti e duri su enormi blocchi di marmo e un utilizzo rarissimo di riverberi. Mentre la pista si svuota incurante, più per l’orario che per il fastidio o la noia che invece provo io, penso che questo sguardo fisso e catatonico, ormai privo pure della disperazione, sia molto inglese. Un passo oltre le noie RadioSlaviane. Un gruppo di signorine entra con lo sguardo di chi ha appena finito il turno, ma scappa via presto. Forse ormai il posto giusto per sentirlo sono quei pub dei sobborghi con le serate in libertà o il podcast del Golf Club dei Brocchi in cui be-bop, rockabilly, indie, shoegaze dub si mischiano come 45 giri sentiti sul giradischi portatile dei tuoi a casa del nonno. Prostituzione senza giustificazione. Annoiato non resisto fino alla fine e decido per la via del ritorno. Sei triste, and you too will learn to live the lie.

La passione per la musica ti porta un po’ dappertutto e dopo gli spazi riappropriati con le KK, i luoghi del post-industriale, le discoteche fighette, i pub della provincia, gli auditorium delle fondazioni, non potevi che finire lì. Tra le puttane. Possiamo chiamarle signorine con tatto leggero, possiamo usare la freddezza da teorico di marketing del termine eros center, possiamo esercitare i nostri aggettivi su quei neon e sui boombox che ancora non si sono fatti sostituire dagli ipod, ma la verità sta nelle facce di chi sta dall’altra parte del vetro,da qualunque altra parte del vetro si stia. Il Café D’Anvers è lì in mezzo, circondato da vibratori reggicalze fucsia pelle e tutto il resto. Le grosse catene che sostengono i sedili sono memoria del porto vecchio, le alte mura ricordano chissà quali merci depositate in tempi andati. All’estetica del casino si allude solo in un salottino fatto di vecchi divani di velluto, ma per il resto il pavimento con le luci colorate e lampeggianti, la macchina per il fumo e la gigantesca pallaspecchio richiamano alla mente più che altro gli ultimi giorni della discomusic, o anche le discoteche di provincia per liceali in gita degli anni Novanta. Con tanto di ventenni (pochi) che sembrano liceali in gita in una discoteca di provincia.

Andrew Weatherall sbadiglia già prima di prendere posto. Per circa un’ora e mezza martella con una tribal tech minimale scarna, e me lo aspettavo, ma senza bassi e sintetizzatori. Solo pestoni piatti e duri su enormi blocchi di marmo e un utilizzo rarissimo di riverberi. Mentre la pista si svuota incurante, più per l’orario che per il fastidio o la noia che invece provo io, penso che questo sguardo fisso e catatonico, ormai privo pure della disperazione, sia molto inglese. Un passo oltre le noie RadioSlaviane. Un gruppo di signorine entra con lo sguardo di chi ha appena finito il turno, ma scappa via presto. Forse ormai il posto giusto per sentirlo sono quei pub dei sobborghi con le serate in libertà o il podcast del Golf Club dei Brocchi in cui be-bop, rockabilly, indie, shoegaze dub si mischiano come 45 giri sentiti sul giradischi portatile dei tuoi a casa del nonno. Prostituzione senza giustificazione. Annoiato non resisto fino alla fine e decido per la via del ritorno. Sei triste, and you too will learn to live the lie.

Crazy Place (Original Mix) - Dave Aju
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12.11.08
Ex-Pylon
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11.11.08
Giovani, carini e con il ritmo nel sangue
Si è da poco discusso di preach-a-pella (=voce declamatoria quasi da predicatore su musica elettronica fica) e da poco l’elezione del nuovo presidente americano ha fornito un discorso che sembra fatto apposta per essere messo in musica. Il discorso di Obama è così musicale nella ritmica e nell’evoluzione che non ha bisogno di essere manipolato, è già mixtape (è rap direbbe Luzzato Fegiz). Ha già dentro di sé l’house, l’Africa, le armoniche redneck e la festa. Devi soltanto ascoltarle bene e ballare con Ann Nixon Cooper.
It’s The Answer Mixtape – maxcar (ALT)

I Need A Life (Four Tet vs maxcar Bending The Arc Of History Version) – Born Ruffians
I Exist Because Of You (Heinrik Schwarz vs maxcar Brick By Brick Live Version) - Heinrik Schwarz and Amapondo
Kiss You On The Cheek (King Of Town vs Maxcar I Want To Kiss Ann Nixon Cooper On The Cheek Version) – Desmond And The Tutus
I Need A Life (Four Tet vs maxcar Bending The Arc Of History Version) – Born Ruffians
I Exist Because Of You (Heinrik Schwarz vs maxcar Brick By Brick Live Version) - Heinrik Schwarz and Amapondo
Kiss You On The Cheek (King Of Town vs Maxcar I Want To Kiss Ann Nixon Cooper On The Cheek Version) – Desmond And The Tutus
6.11.08
Hallelujah
Forse dovremmo prendere in considerazione l’idea che Obama possieda poteri taumaturgici. Ero ancora sconsolato del fatto di aver spostato il mio weekend lungo in Belgio, dalla settimana di Bengodi a quella di Calecchie. Ero annoiato dal programma di I Love Techno (e comunque è già sold out). Mi sono reso conto ascoltando ieri sera la compila Cosmic Balearic Beats che tutte le volte che negli ultimi tempi mi sono convinto a una serata da club, stavamo da quelle parti e rifuggevo le estremità techno e minimal. Soprattutto, da settembre a questa parte mi sono intrippato di acid house e della remixografia completa di Mister Andrew Weatherall. Mi sono persino fatto una versione personale di Pop Porno sopra la sua Feathers. Così ieri per festeggiare Obama, scelgo la visione in musica del futuro. E cosa scopro oggi? Scopro che venerdì prossimo al Café D’Anvers mi attenderà il dj set di Mister Andrew Weatherall. Hallelujah.


Hallelujah (Andrew Weatherall Club Mix) - Happy Mondays
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5.11.08
The name of the game is power

Rompo il silenzio scaramantico per un po' di festa. Le foto di Callie Shell del prima sono molto belle, lo han detto tutti. Spero che ne abbia fatta qualcuna anche stanotte. Ma ora, facciamo Baracka, ahah.
Come Together (Andy Weatherall Mix) - Primal Scream
2bita sempre di chi ascolta la tua stessa roba (e ha le tue stesse perversioni)
Non scrivi quasi più e in una delle poche occasioni discuti di Sasha? Insomma poi, hai sempre cercato di mantenere un certo livello, sarebbe come se Wire discutesse di Tony Braxton (come, Tony ed Anthony non sono la stessa persona?). Comunque, Sasha ha dato alle stampe Invol2ver (Involtuver? In Volver? InvolT9r?), che per i fan di Sasha e della progressive-house è come se per i fan dei Nirvana i Nirvana con buonanima Cobain vivo avessero fatto NeverTooMind. Oddio non proprio lo stesso, io sarei stato contro anche *a quello*. Per farla breve, un mammasantissima del “Su co’ ste mani”, dopo quattro anni e con grande strepito caccia fuori il seguito di una compilation che tra i prog-talebani è una pietra miliare. Già allora tirava in mezzo UNKLE ed Ulrich Schnauss, ma oggi va oltre. Ormai il suo immaginario è il nostro immaginario. Scorri la lista dei nomi e vedi, uno dietro l’altro insieme a minori come Engineers o Home Video della Warp, Telefon Tel Aviv, Ray LaMontagne, Apparat, Girls In Hawaii nei bonus, Ladytron. Gli M83?! Thom Yorke... Sì, Thom Yorke. Immaginate un djset con una tripletta di Ladytron mixati con M83 e di seguito Thom Yorke. Già sarebbe troppo, ma vedi pure Rone, quello di Bora su InFiné. Pensi davvero di schiattare. Ovviamente non si tratta di originali, sono sue riletture ultra-plasticose su-falsopiano-ancorapiusu, ora aggravate da un utilizzo elementare e rassicurante di Ableton e da un flusso fastidiosamente enfatico e lineare come ama il genere. Pensi di schiattare, ma arriva il momento in cui Sasha sul giro di sintetizzatori di Couleurs di M83 schiaffa un Thom Yorke Eraserhead privato di tutte le sue turbe e ansie e problematiche, quasi sorridente gnégné: sulla carta avresti voluto farlo tu, ma ci stai male, è eccessivo, è violenza. Non si sevizia, così, un paperino. Per il resto tanta noia, così che confermo quella stortura mentale mai verificata secondo cui le serate prog debbano essere sulla carta le più tranquille: come fa a esserci una rissa con gente che apprezza ‘sto imbamboleo. Siccome però qui non buttiamo via niente, una cosa mi sento di segnalare: la rilettura In2Vol2Ver2 di Destroy Everything You Touch delle Ladytron, pur nei suoi inutili ableton-luoghi-comuni, ha un basso magmatico e una gestione malata dei campioni vocali che usati sapientemente non sfigurerebbero in un buon set techno, insieme mentale e a braga calata. Bonus track, l’originale di Flesh di Rone, anche se io preferivo Bora.


Sasha mixes Couleurs into The Eraser - M83 / Thom Yorke
Destroy Everything You Touch (Sasha Invol2ver Remix) - Ladytron
Flesh (Original Mix) - Rone
Destroy Everything You Touch (Sasha Invol2ver Remix) - Ladytron
Flesh (Original Mix) - Rone
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3.11.08
Lo vuoi un palloncino colorato?
Inkiostro mi ha chiesto di remixare gli I’m From Barcelona, con la stessa leggerezza di uno che chiede a Troy McLure di tenergli d’occhio l’acquario (tutte le altre similitudini che mi vengono in mente sono più fiche, ma probabilmente poco adatte a un pubblico facilmente impressionabile). Io però non avevo ancora sentito il pezzo originale e allora ho deciso di accettare a scatola chiusa. L’ascolto delle singole parti vocali e strumentali si è subito tradotto nell’entusiasmo di poter tradurre i cori di chiesa in una disperazione industriale alla Radiohead trattata con tecniche di produzione alla Burial o alla Four Tet. Il pezzo originale invece era più dalle parti di un cartone animato degli Arcade Fire, con lieto fine. Nel mio caso invece la trama è che c’è un serial killer vestito da cantante degli I’m From Barcelona che testa l’età mentale degli indie-kid col Nintendo DS e il giochino della Kidman e se uno dimostra meno della metà dell’età fisica lo fa a fette. Ovviamente il lieto fine ce l’ho anch’io: il serial killer non uccide le indie-kid e canta con loro il coro finale sul tetto dell’Hana-bi.

30.10.08
Alternative
Quando ancora non esisteva MTV Italia, MTV arrivò in Italia con la sua versione inglese. La mia formazione musicale già allora scombinata passava per un piccolo show serale chiamato Alternative Nation, condotto da Toby Amies. Toby Amies era figo in maniera scombinata e scoordinata. O forse ricordava semplicemente i personaggi di Beverly Hills e Twin Peaks. Fish Heads! Fish Heads!. Potevi vedere certi video solo lì, altri su Chill Out Zone. Lui poi creò MTV Hot che per l’Italia fu ovviamente ceduto ad Andrea Pezzi, migrò negli Stati Uniti e presentò MTV Live che in seguito sarebbe diventato TRL. Tornato in Inghilterra ha lavorato per uno show della Lonely Planet e per la BBC. Oggi è fotografo e filmaker a Brighton. Davina invece ha presentato tutta la serie del Grande Fratello inglese.


29.10.08
Che differenza fa
Il mondo scorre noncurante anche quando ti estranei dentro un un paio di cuffie. Il problema è che a te sembra che tutto si fermi quando togli quelle cuffie. Le dovresti tenere sempre, tanto ormai hai anche imparato a dialogare senza toglierle. Così per due settimane non succede niente, anche se è successo di tutto. Per esempio ritornano The MFA, l’allstars dei figli di buona donna. The MFA sono Alistair e Rhys. Alistair ama la dance e Rhys i Super Furry Animals. Nel gennaio 2004 pubblicano The Differerence It Makes con Border Community di James Holden ed è subito botto. Techno-twee. No, i Boards Of Canada alla discoteca. No, due che fanno quello che vogliono tra electro, emo-trance, chitarre acustiche e foto vestiti da Pet Shop Boys. Coccolati dalla Kompakt e dalla B-Pitch Control, da Michael Mayer e da Ellen Allien, tirano fuori un altro EP, qualche traccia sparsa e poi scompaiono, mentre le collabolarazioni in remix altrui si diradano. Non sai se siano le sostanze o se abbiano preferito un altro lavoro, ma la tua casella di mail si intasa di venti messaggi al giorno di gente che batte quotidianamente il ferro senza porsi il problema che tu sia interessato alla loro musica e loro non ci sono. Non sai se abbiano bisogno di aiuto o se hai solo più gusto nello sceglierti le one-hit wonder tra i meno capaci di monetizzare il talento. Alla fine però ritornano alla comunità dove hanno iniziato. Non ci credi tanto, non farà la differenza, ma sei pronto a rimetter su le cuffie.


The Difference It Makes - The MFA
21.10.08
Terra Nostra
Il viaggio di Inkiostro/Batteria Ricaricabile negli episodi-pilota in musica delle serie più trascurate dalla maggioranza modaiola continua con Terra Nostra. Sfortunata nella collocazione iniziale su una rete secondaria, la storia degli emigranti italiani in Brasile ha saputo più che raddoppiare i suoi fedelissimi nel tempo. Per raccontarla sono qui con noi Kanye, sedici cavalli di potenza, la delocalizzazione del gospel, un Mark Lanegan dolente come un Johnny Cash della techno, la terra promessa, gli Eurythmics, il Brasile.

Terra Nostra (MP3)
Tracklist:
Promise Land - Kanye West & Malik Yusef
Wayfaring Stranger - 16 Horsepower
Wayfaring Stranger (Burial Remix) - Jamie Woon
Black River (Gui Boratto Remix) - Bomb The Bass feat. Mark Lanegan
Promise Land (Pilooski Edit) - Findlay Brown
Love Is A Stranger (Coldcut Remix) - Eurythmics
A Minha Menina (live at Barbican) - Os Mutantes
(Il precedente pilota, Senza Traccia, ora con playlist)
Tracklist:
Promise Land - Kanye West & Malik Yusef
Wayfaring Stranger - 16 Horsepower
Wayfaring Stranger (Burial Remix) - Jamie Woon
Black River (Gui Boratto Remix) - Bomb The Bass feat. Mark Lanegan
Promise Land (Pilooski Edit) - Findlay Brown
Love Is A Stranger (Coldcut Remix) - Eurythmics
A Minha Menina (live at Barbican) - Os Mutantes
(Il precedente pilota, Senza Traccia, ora con playlist)
13.10.08
A Ibiza diresti di sì, a Formentera no
Grazie Borgonovo

Maxcar Formentera Vita! Incarnition
alternate zshare
post cancellato senza preavviso, al prossimo mi faccio cancellare dalla Aip Mascin
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post cancellato senza preavviso, al prossimo mi faccio cancellare dalla Aip Mascin
7.10.08
Bicchieri
Ai primi di settembre sono stato ad Anversa per sette giorni. Il giorno prima di ripartire siamo andati al Petrol. I belgi vanno al Petrol in auto o in bicicletta, ma se tu non sei belga quando arrivi al capolinea del 23 (culo!) non ti resta che wandel richting Schelde, per un chilometro e mezzo. In quel chilometro e mezzo di allontanamento post-industriale dalla città hai alla destra i container che chissà cosa contengono, alla sinistra della campagna incolta, davanti qualche tir parcheggiato con l’autista che dorme con un occhio aperto e alle spalle la suspence di poter essere rapito/scippato/violentato da un momento all’altro. Così scruti se quegli altri passanti, avanti e indietro, possano essere fan di Radioslave o degli Aeroplane e speri che siano degli Aeroplane, ché comunque anche Radioslave con tutto il buono che si vuole a Quiet Village non ispira certo tranquillità. Il marciapiede si inabissa in un sottopasso ma non c’è nessun incrocio e riemerge senza senso. La cosa più strana è che i pochi davanti a noi scendono e tornano in superficie mentre noi camminiamo in strada, come se l’aria potesse proteggerci. Il Petrol è lì davanti, in una zona industriale petrolifera che sa di dismissione. Dentro è come una festa delle medie in cui è arrivata la metà delle persone invitate. Ma è ancora presto.
Raccolgono bicchieri. Noi che viviamo in una nazione sfortunata dal punto di vista del clubbing abbiamo visto tutto. Abbiamo visto la bella gente che va in un locale perché c’è la bella gente, abbiamo visto i tamarri in cerca di fica, abbiamo visto gli hipsters e abbiamo visto gente così sconvolta che non sappiamo come sia arrivata e come tornerà a casa. Ad Anversa raccolgono i bicchieri. Un duo di dj cerca di attizzare con un'incoerente sequela di disco e techno oscura. Fate conto di ballare un misto dell’ultimo disco di Lindstrøm e di Ass To Mouth di Jay Haze. Non sai se sia geniale o se inseguano alla ‘ndo cojo cojo i fan di Radio Slave e Aeroplane, ma non si nega il piacere davanti ai Discodeine che remixano Trembler dei Photonz (Ah! Il caro DisKoInKiostro Vol. 1). Molti ballano, ma la maggior parte è impegnata a socializzare e a raccogliere bicchieri. I bicchieri li raccolgono perché ogni dieci bicchieri raccolti hai diritto a un ticket. Per un cocktail ce ne vogliono tre, ma con un ticket tutti prendono la pilsner che è una specie di acqua gialla non frizzante impropriamente detta birra. Arriva anche della gente in acido coi braccialetti del Laundry Day, ma quelli ballano con uno sguardo dimentico del concetto di bicchiere. I dj schiaffeggiano sempre più e poi buttano nel mischione Beggin’ di Pilooski (i genii!). Tutti chiacchierano, ballano acidimentichi e raccolgono bicchieri. Siccome però quelli che ballano acidimentichi sono pochi e tutti gli altri chiacchierano e raccolgono bicchieri, quando Matt Edwards inizia il suo set è in difficoltà.

Radio Slave è in difficoltà perché pensa che il suo successo dipenda da quanto balli la gente ma non si rende conto che dipende da quanti bicchieri vengano raccolti. Così, con sguardo inusualmente spaurito comincia, dopo un pezzo anonimo, con un uno-due braga-calata a base di Good Life originale e di un pezzo con le trombette (non la famigerata e odiosa Trompeta di Sis e mi ritengo fortunato a non averla mai incrociata, non essendo mai andato a ballare quest’estate tranne che in questa occasione). Poi, quando la pista si svuota e si riempie indipendentemente da quello che si sente, prende fiducia e tira fuori “il set alla Radioslave”. Peccato che nemmeno Grindhouse mi convinca della cattiveria e/o malattia e/o mentalità delle sue cose. Piatto, costruito e scemo come l’occhio sbarrato che immagino dalle sue produzioni. Rimaniamo fermi e annoiati al centro della pista e alcuni anziani (saranno coetanei) si preoccupano di noi. State bene? Stiamo bene. Ma allora, che, state mica guardando la tv? Una partita? Se avessi un telecomando, rispondo, cambierei dj. Ma intanto intorno raccolgono bicchieri come mai si era visto, con livelli tali da demolire il concetto di entropia. Un ragazzo, biondino solitario alla River Phoenix di Ti Amero Fino Ad Ammazarti, addirittura ha una pila che parte dalla tasca posteriore del suo jeans e continua avanti e tiene a destra, mentre a sinistra ha l’immancabile pilsner.

Quando Radioslave passa la palla agli Aeroplane, i socializzatori dormono a casa, gli impasticcati continuano indomiti, pochi sono i raccoglibicchieri e noi iniziamo a muoverci. Gli Aeroplane cominciano come al solito in crescendo, con un pezzo che dice “Mi Nombre Es Rosa” e con Moon Song dei They Came Frome The Stars I Saw Them nel remix degli Holy Ghost e poi la voce di Annie che sia Toby Tobias o nuovo disco. Matt Edwards balla a lato della consolle in nome del quieto villaggio. Gli Aeroplane sembrano due ingegneri, uno vestito da ingegnere edile con la camicia alla barese, l’altro da ingegnere elettronico con la maglietta bianca della salute sotto alla camicia. La prima parte disco si tramuta in un meraviglioso set di techno subacquea. Gli impasticcati si siedono via via, il River Phoenix solitario, conscio che mai consumerà tutte quelle Pilsner, cede bicchieri alle ragazze e noi balliamo freschi e sorridenti. Gli anziani (forse coetanei) ci dicono “Ah, questo vi piace!” e io rispondo “Abbiamo trovato il telecomando!”. La parte finale è senza freni e tra il remix di David Rubato, Ein Riton Klein Nacht Rondò Vee-neziano, West End Girls e persino un po' di diva-house, rimaniamo solo noi al centro, anche senza Whispers, 69 e Love Love Love, e il sorriso degli sfatti acidimentichi sdraiati ovunque e lo sguardo bello e un po’ triste del River Phoenix solitario.

Il post l’ho scritto ora dopo un mese e quindi non mi ricordo tutti i pezzi suonati. Ad Anversa ci torno a Novembre. Non ci sono djset in programma, ma in quei quattro giorni in Belgio ci sono i concerti di The Streets, Fujiya & Miyagi, Fleet Foxes, Bandabardò, Kanye West, Tv On The Radio, Death Cab For Cutie, Roisin Murphy ed Hercules & The Love Affair.
Raccolgono bicchieri. Noi che viviamo in una nazione sfortunata dal punto di vista del clubbing abbiamo visto tutto. Abbiamo visto la bella gente che va in un locale perché c’è la bella gente, abbiamo visto i tamarri in cerca di fica, abbiamo visto gli hipsters e abbiamo visto gente così sconvolta che non sappiamo come sia arrivata e come tornerà a casa. Ad Anversa raccolgono i bicchieri. Un duo di dj cerca di attizzare con un'incoerente sequela di disco e techno oscura. Fate conto di ballare un misto dell’ultimo disco di Lindstrøm e di Ass To Mouth di Jay Haze. Non sai se sia geniale o se inseguano alla ‘ndo cojo cojo i fan di Radio Slave e Aeroplane, ma non si nega il piacere davanti ai Discodeine che remixano Trembler dei Photonz (Ah! Il caro DisKoInKiostro Vol. 1). Molti ballano, ma la maggior parte è impegnata a socializzare e a raccogliere bicchieri. I bicchieri li raccolgono perché ogni dieci bicchieri raccolti hai diritto a un ticket. Per un cocktail ce ne vogliono tre, ma con un ticket tutti prendono la pilsner che è una specie di acqua gialla non frizzante impropriamente detta birra. Arriva anche della gente in acido coi braccialetti del Laundry Day, ma quelli ballano con uno sguardo dimentico del concetto di bicchiere. I dj schiaffeggiano sempre più e poi buttano nel mischione Beggin’ di Pilooski (i genii!). Tutti chiacchierano, ballano acidimentichi e raccolgono bicchieri. Siccome però quelli che ballano acidimentichi sono pochi e tutti gli altri chiacchierano e raccolgono bicchieri, quando Matt Edwards inizia il suo set è in difficoltà.

Radio Slave è in difficoltà perché pensa che il suo successo dipenda da quanto balli la gente ma non si rende conto che dipende da quanti bicchieri vengano raccolti. Così, con sguardo inusualmente spaurito comincia, dopo un pezzo anonimo, con un uno-due braga-calata a base di Good Life originale e di un pezzo con le trombette (non la famigerata e odiosa Trompeta di Sis e mi ritengo fortunato a non averla mai incrociata, non essendo mai andato a ballare quest’estate tranne che in questa occasione). Poi, quando la pista si svuota e si riempie indipendentemente da quello che si sente, prende fiducia e tira fuori “il set alla Radioslave”. Peccato che nemmeno Grindhouse mi convinca della cattiveria e/o malattia e/o mentalità delle sue cose. Piatto, costruito e scemo come l’occhio sbarrato che immagino dalle sue produzioni. Rimaniamo fermi e annoiati al centro della pista e alcuni anziani (saranno coetanei) si preoccupano di noi. State bene? Stiamo bene. Ma allora, che, state mica guardando la tv? Una partita? Se avessi un telecomando, rispondo, cambierei dj. Ma intanto intorno raccolgono bicchieri come mai si era visto, con livelli tali da demolire il concetto di entropia. Un ragazzo, biondino solitario alla River Phoenix di Ti Amero Fino Ad Ammazarti, addirittura ha una pila che parte dalla tasca posteriore del suo jeans e continua avanti e tiene a destra, mentre a sinistra ha l’immancabile pilsner.

Quando Radioslave passa la palla agli Aeroplane, i socializzatori dormono a casa, gli impasticcati continuano indomiti, pochi sono i raccoglibicchieri e noi iniziamo a muoverci. Gli Aeroplane cominciano come al solito in crescendo, con un pezzo che dice “Mi Nombre Es Rosa” e con Moon Song dei They Came Frome The Stars I Saw Them nel remix degli Holy Ghost e poi la voce di Annie che sia Toby Tobias o nuovo disco. Matt Edwards balla a lato della consolle in nome del quieto villaggio. Gli Aeroplane sembrano due ingegneri, uno vestito da ingegnere edile con la camicia alla barese, l’altro da ingegnere elettronico con la maglietta bianca della salute sotto alla camicia. La prima parte disco si tramuta in un meraviglioso set di techno subacquea. Gli impasticcati si siedono via via, il River Phoenix solitario, conscio che mai consumerà tutte quelle Pilsner, cede bicchieri alle ragazze e noi balliamo freschi e sorridenti. Gli anziani (forse coetanei) ci dicono “Ah, questo vi piace!” e io rispondo “Abbiamo trovato il telecomando!”. La parte finale è senza freni e tra il remix di David Rubato, Ein Riton Klein Nacht Rondò Vee-neziano, West End Girls e persino un po' di diva-house, rimaniamo solo noi al centro, anche senza Whispers, 69 e Love Love Love, e il sorriso degli sfatti acidimentichi sdraiati ovunque e lo sguardo bello e un po’ triste del River Phoenix solitario.

Il post l’ho scritto ora dopo un mese e quindi non mi ricordo tutti i pezzi suonati. Ad Anversa ci torno a Novembre. Non ci sono djset in programma, ma in quei quattro giorni in Belgio ci sono i concerti di The Streets, Fujiya & Miyagi, Fleet Foxes, Bandabardò, Kanye West, Tv On The Radio, Death Cab For Cutie, Roisin Murphy ed Hercules & The Love Affair.
Circuit (Aeroplane Remix) - David Rubato
2.10.08
26.9.08
Yvppie Tv (ripristinato senza mp3)
“Per il resto tutti gli album precedenti a Duke mi erano sembrati troppo artistoidi e intellettuali”
Dice che Dear Science dei TV On The Radio è pensato per ascolti piacevoli e salottieri, da yuppie inseriti. Piacione che piace a tutti tranne quelli a cui non piace quello che piace a tutti. Sgombrata la piacevole e piaciona sensazione che già a metà del primo ascolto in ufficio mi ha fatto esclamare in piedi “Viva Tutto!”, staccando la cuffia dal notebook più o meno dei pressi di Golden Age, mi sono ritrovato in mezzo alla vendetta storica nei confronti di Kid A. Con tanto di funk, afro-fiati, battimani e sintarelli. “Dear Science, please fix all the things you keep talking about or shut the fuck up” è la richiesta di applicazione alla scienza, l’approccio artistoide e intellettuale al servizio della musica e non viceversa. Dove la scienza in questo caso non è l’LHC ma l’art-rock. Poi ci si può beare delle ambivalenze, dei particolari e della costruzione, ma l’importante è che lo spirito con cui si ama la dance di queste pagine abbia trovato ancora espressione in un disco di pop classico e inventivo.

(Blogger ha cancellato il post precedente per violazione del DMCA con segnalazione a Cillin Fcts e ha minacciato che con ripetute violazioni l'account verrà rimosso. A tal proposito ricordo che "mp3s on this blog are offered for a limited time and only for evaluation purpose." e come dice ink "If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.")
Dice che Dear Science dei TV On The Radio è pensato per ascolti piacevoli e salottieri, da yuppie inseriti. Piacione che piace a tutti tranne quelli a cui non piace quello che piace a tutti. Sgombrata la piacevole e piaciona sensazione che già a metà del primo ascolto in ufficio mi ha fatto esclamare in piedi “Viva Tutto!”, staccando la cuffia dal notebook più o meno dei pressi di Golden Age, mi sono ritrovato in mezzo alla vendetta storica nei confronti di Kid A. Con tanto di funk, afro-fiati, battimani e sintarelli. “Dear Science, please fix all the things you keep talking about or shut the fuck up” è la richiesta di applicazione alla scienza, l’approccio artistoide e intellettuale al servizio della musica e non viceversa. Dove la scienza in questo caso non è l’LHC ma l’art-rock. Poi ci si può beare delle ambivalenze, dei particolari e della costruzione, ma l’importante è che lo spirito con cui si ama la dance di queste pagine abbia trovato ancora espressione in un disco di pop classico e inventivo.

(Blogger ha cancellato il post precedente per violazione del DMCA con segnalazione a Cillin Fcts e ha minacciato che con ripetute violazioni l'account verrà rimosso. A tal proposito ricordo che "mp3s on this blog are offered for a limited time and only for evaluation purpose." e come dice ink "If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let me know. I'll take it off, and you'll lose some free promotion.")
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19.9.08
Senza Traccia
Il pilota di Senza Traccia, la nuova coproduzione Inkiostro/Batteria Ricaricabile, è un mix trance alla Tiësto o alla Gabry Ponte. Tutto nasce come ripicca verso il padrone di casa che mi ha rifiutato un remix delle Pipettes, in quanto potenzialmente trance. Se non avrà successo sono già in cantiere il pilota di House e quello di Law And Order: Elevator Inspectors Unit. O-oh-o-oh-o.

Senza Traccia (MP3)
Tracklist:
Solid Gold (Jackmate Remix) - International Pony
Arcadia (Telefon Tel Aviv Remix- Edit) - Apparat
Hold My Hand (Innervisions Orchestra Remix) - UNKLE
Dull Flame Of Desire (Modeselektor's Remix For Girls) - Bjork feat. Anthony
Nord Sud Ovest Est (Datura Sonora Remix) - 883
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Solid Gold (Jackmate Remix) - International Pony
Arcadia (Telefon Tel Aviv Remix- Edit) - Apparat
Hold My Hand (Innervisions Orchestra Remix) - UNKLE
Dull Flame Of Desire (Modeselektor's Remix For Girls) - Bjork feat. Anthony
Nord Sud Ovest Est (Datura Sonora Remix) - 883
15.9.08
A passare un compleanno solitario tra falanghina e Ableton ci si sente un po' Lindstrøm
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mp3,
my chico latino,
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remix non ufficiali,
stravolti
14.9.08
Circuito 32
(non è un edificio in demolizione, è un edificio in ridefinizione)
Circuit (Steve Moore Remix) - David Rubato
Circuit (Steve Moore Remix) - David Rubato
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30.8.08
Ah, in caso che...
...non sapeste chi siano gli Aeroplane (ovvero Fasano & De Luca)
Aeroplane mixing for Resident Advisor (tracklist here)
Whispers - Aeroplane feat. Kathy Diamond
Aeroplane mixing for Resident Advisor (tracklist here)
Whispers - Aeroplane feat. Kathy Diamond
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29.8.08
Suo fratello non è figlio unico
Mathew Johnson ha un fratello che nella techno inietta electro e la bella IDM di noi che eravamo ragazzini negli anni Novanta e nessuno mi (vi) dice niente?! In passato lo ha pure remixato The Mole che nell’occasione buttò nel calderone pure l’house schizzata.
Per la cronaca io torno in ferie (bella la vita del lavoratore, eh). Vado ad Anversa, città del mare, del design e della musica disco-cosmica. Aspetto appena che se ne vadano da lì i Mogwai per arrivare. Poi giuro che faccio penitenza e salto Jay Haze, Passarani, D’Julz, Solomun, Sasha (ahahah) come ringraziamento agli dei per la possibilità di assistere a ben due set degli Aeroplane, uno al Laundry Day e uno di supporto a Radio Slave. Benvenuta Nuova Ibiza.
Love's Duel (The Seduction Business) - HRDVSION
Per la cronaca io torno in ferie (bella la vita del lavoratore, eh). Vado ad Anversa, città del mare, del design e della musica disco-cosmica. Aspetto appena che se ne vadano da lì i Mogwai per arrivare. Poi giuro che faccio penitenza e salto Jay Haze, Passarani, D’Julz, Solomun, Sasha (ahahah) come ringraziamento agli dei per la possibilità di assistere a ben due set degli Aeroplane, uno al Laundry Day e uno di supporto a Radio Slave. Benvenuta Nuova Ibiza.
Love's Duel (The Seduction Business) - HRDVSION
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26.8.08
Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere
- Hai sentito, stanno facendo il revival di Yeke Yeke di Mori Kante. Itsutumeniahaaaaah
- Devo avere da qualche parte la cassetta del Festivalbar di quell'anno. Scialpi con la povera Scarlet, Alzati la Gonna, Run DMC, Irene La Medica, Wonderful Life, Yello, Vanessa Paradis. Sai di chi è la colpa?
- Linus?
- No, Richie Hawtin
- Devo avere da qualche parte la cassetta del Festivalbar di quell'anno. Scialpi con la povera Scarlet, Alzati la Gonna, Run DMC, Irene La Medica, Wonderful Life, Yello, Vanessa Paradis. Sai di chi è la colpa?
- Linus?
- No, Richie Hawtin
22.8.08
Mettendo da parte le vacanze
Stavo per riprendere con un post sulle mie super-rilassanti vacanze solo per infilare da qualche parte il gioco di parole più scemo dell'anno che continua a farmi ridere ancora quando ci ripenso (Mr Ouzo, ahahahaha). Poi ho deciso che bisogna ricominciare in modo diretto. Uno dei dischi di cui si parlerà molto a settembre in ambito "cosa c'è oltre la techno" sarà Shedding The Past di Shed. Nessuno però vi farà notare a cosa assomiglia un certo pezzo. Salvo il sottoscritto con un diagramma di flusso.


Estrangé - Shed
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5.8.08
Rebus prima di partire
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1.8.08
Pure qualcosa di noi resterà
Come una tv di second’ordine vi lascio con le repliche. I quattro episodi di DisKoInKiostro raccolti in un comodo post-cofanetto da far invidia alla raccolta de Una Rotonda Sul Mare sono per la prima volta raggiungibili direttamente da qui senza passare da chi ha reso possibile tale insensatezza.

Come appendice bonus vi lascio con la segnalazione dei cinque pezzi profondissimi che nell’ultima settimana avrebbero formato l’encore se solo ci fosse stato il tempo. Ricordate la crema protettiva e ci si ribecca tra qualche giorno.


DisKoInKiostro Vol.1 - (tracklist)
DisKoInKiostro Vol.2 (Trainscoppola) - (tracklist)
La Gigantesca Scritta DisKoInKiostro Vol.3 - (tracklist)
DisKoInKiostro Vol.4 – La Fine - (tracklist)
DisKoInKiostro Vol.2 (Trainscoppola) - (tracklist)
La Gigantesca Scritta DisKoInKiostro Vol.3 - (tracklist)
DisKoInKiostro Vol.4 – La Fine - (tracklist)
Come appendice bonus vi lascio con la segnalazione dei cinque pezzi profondissimi che nell’ultima settimana avrebbero formato l’encore se solo ci fosse stato il tempo. Ricordate la crema protettiva e ci si ribecca tra qualche giorno.

D.P.O.M.B. (Version 2) - Âme & Heinrik Schwartz & Dixon
Minimal (Original Mix) - Matias Aguayo
Plastik (Todd Terje Türkatech Remix) - Simon Baker
Uptown (Weatherall Remix) - Primal Scream
Quello Che Conta - Luigi Tenco
Minimal (Original Mix) - Matias Aguayo
Plastik (Todd Terje Türkatech Remix) - Simon Baker
Uptown (Weatherall Remix) - Primal Scream
Quello Che Conta - Luigi Tenco
30.7.08
Nient’altro che un simbolo
Da qualche giorno sono ossessionato da un pensiero. Sono nato nello stesso giorno di Amy Winehouse. Dovrà pur voler dire qualcosa, ma cosa? (Sempre sullo stesso argomento ok Tondelli, ok Terzani, ma vuoi mettere Tano Badalamenti, Franco Califano, Mariano Apicella e soprattutto Alessandro Canino. Sì, proprio lui)
29.7.08
Disc Over-y
Tanta voglia di scrivere, ma bisogna pur pagarsi in qualche modo il cazzeggio (che sia più semplice farsi pagare direttamente il cazzeggio?). E alla fine se il cazzeggio ormai è un miraggio, non resta che il conto alla rovescia verso le vacanze. Qualche anno fa da un innocente viaggio in Portogallo uscì fuori uno dei concerti della vita col piramidone dei Daft Punk. Non oso pensare cosa possa succedere in dieci giorni di mare da vecchi a Cefalonia. ‘Vecchio (e stanco)’ è la parola in cui più mi riconosco in questo conto alla rovescia. Pensate che questo finesettimana c’era il Giovinazzo Rock Festival con headliner nei tre giorni i Blonde Redhead, Paolo Benvegnù e gli Africa Unite: io sono andato solo nella prima serata causa vecchiaia (e dire che volevo risentire anche gli altri) e persino nella prima serata mi sentivo molto vecchio ad averli visti praticamente una volta all’anno negli ultimi quattro anni (e loro tutto sommato erano meno scazzati delle ultime volte e direi anche godibili e il batterista era vestito alla marinara come Paperino anche se fa sempre paura quando parte la voce di Kazu per il ritornello e lei ha la bocca chiusa e solo dopo dieci secondi si interfaccia). Comunque mi sono convinto di essere molto vecchio (e stanco) quando dopo i Blonde Redhead non ho preso minimalmente in considerazione l’idea di dare una possibilità al per me incomprensibile Radio Slave in un posto da giovini dove ero già stato. Radio Slave è meglio quando fa il vecchio in Quiet Village ho detto quella sera. Invece non è solo questo. È che a un set di Radio Slave avrei preferito un set di DJ Koze e poche storie. (Incrociando le dita per un DJ Koze Live in Myrtos di seguito il pezzo (chez Matias Aguayo) che vincerebbe il Festivalbar Dance se solo esistesse: l’anello mancante tra i cazzoni french house e i cazzoni sudamericani. Con tanto di minuto finale vera presa in giro che se non siete emo, non siete brutal, non siete house, ma siete minimal, fate un po’ di tagliaincolla e anche voi avrete il vostro pezzo dell’estate che non sarà il mio)
ps: grazie a Luigi che mi indicò il pezzo oltre un mese fa quando era solo una creatura su myspace

ps: grazie a Luigi che mi indicò il pezzo oltre un mese fa quando era solo una creatura su myspace

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21.7.08
La Fine
Metto gli ultimi cinque dischi da inkiostro.
Quasi mai sotto i 130bpm, con qualche carezza nascosta tra gli schiaffoni.
La scaletta della selezione è:
Electronic Battle Weapon 10 (Midnight Madness) – The Chemical Brothers
Constant Rising – Dusty Kid
Blind Amandine (Da FrAud ionic maxcar mix) – Hercules & The Âme Affair
Day’n’Nite (Crookers Remix) – Kid Cudi
Jaguar – DJ Rolando “The Aztec Mystic”

Quasi mai sotto i 130bpm, con qualche carezza nascosta tra gli schiaffoni.
La scaletta della selezione è:
Electronic Battle Weapon 10 (Midnight Madness) – The Chemical Brothers
Constant Rising – Dusty Kid
Blind Amandine (Da FrAud ionic maxcar mix) – Hercules & The Âme Affair
Day’n’Nite (Crookers Remix) – Kid Cudi
Jaguar – DJ Rolando “The Aztec Mystic”

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9.7.08
Beautiful Looper
Era il 2004 e i Junior Boys erano i cocchi dell’internet musical-elettronico-gnégné. Quando dopo alcuni singoli si avvicinava la pubblicazione del primo album Last Exit, su internet nei soliti canali uscì il disco. Stupendo, con le canzoni che iniziavano e a un certo punto entravano in loop ipnotici. Era una presa in giro, un fake, come quello dell’affare Rumore. All’epoca ci erano cascati in tanti, compresa una webzine che arrivò a definire Teach Me How To Fight uno strumentale eccellente e austero, nonostante il pezzo fosse cantato. Il fake però era così bello che mi annovero nel gruppo delle persone che hanno continuato ad ascoltarlo tanto quanto la versione corretta.
Beautiful Future è il nuovo album dei Primal Scream ed uscirà il 21 Luglio. Come di consueto, il disco è apparso su internet in anticipo nei soliti canali, sempre più veloci ed efficienti. Peccato che le tracce siano costruite a partire da loop lunghi intorno al minuto dei pezzi originali. Io ho avvisato, eh, ma questo non vi impedisce di preferire i loop agli originali in sede di recensione.
Beautiful Summer (fake loop version) - Primal Scream
Beautiful Future è il nuovo album dei Primal Scream ed uscirà il 21 Luglio. Come di consueto, il disco è apparso su internet in anticipo nei soliti canali, sempre più veloci ed efficienti. Peccato che le tracce siano costruite a partire da loop lunghi intorno al minuto dei pezzi originali. Io ho avvisato, eh, ma questo non vi impedisce di preferire i loop agli originali in sede di recensione.
Beautiful Summer (fake loop version) - Primal Scream
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8.7.08
La Gigantesca Scritta DisKoInKiostro Vol.3
Metto altri cinque dischi da inkiostro.
Valzer psichedelici, congas invisibili, baci profondi, Vasco’n’Vasco e tanti canti.
Alla DisCoop.
La scaletta della selezione, con possibile gruppo rivelazione dell’autunno, è:
Eat Yourself (Yeasayer Remix) – Goldfrapp
Cable Dazed – Invisibile Conga People
Solo Tu (Isolée Remix) – Paulo Olarte
La Gigantesca Scritta Vasco (maxcar & San Proper ‘Nati in un feroce Settembre’ mix) – Ricardo Villalobos vs Le Luci Della Centrale Elettrica
Danse Avec Moi – Nôze feat. Dani Siciliano
Isolée torna tra noi!

Valzer psichedelici, congas invisibili, baci profondi, Vasco’n’Vasco e tanti canti.
Alla DisCoop.
La scaletta della selezione, con possibile gruppo rivelazione dell’autunno, è:
Eat Yourself (Yeasayer Remix) – Goldfrapp
Cable Dazed – Invisibile Conga People
Solo Tu (Isolée Remix) – Paulo Olarte
La Gigantesca Scritta Vasco (maxcar & San Proper ‘Nati in un feroce Settembre’ mix) – Ricardo Villalobos vs Le Luci Della Centrale Elettrica
Danse Avec Moi – Nôze feat. Dani Siciliano
Isolée torna tra noi!

2.7.08
Soldi e legna
“Tu non vieni qua a sfottere lo sponsor”, diceva in un fuori onda un Mike Bongiorno incazzato ad un’Antonella Elia colpevole di solidarietà con una concorrente che rifiutava per motivi di coscienza la vittoria di una pelliccia. Non so se siano volate parole così esplicite, ma la principale webzine di musica dance Resident Advisor è scossa da uno scandalo riguardante il pericoloso conflitto d’interesse tra recensioni e sponsorizzazioni. Qualche settimana fa su RA viene pubblicata una pesante stroncatura della nuova compilation mixata di John Digweed (un grosso nome della prog-house su Reinassance) scritta dal managing-editor Jeremy Armitage. Reinassance è uno dei principali inserzionisti su Resident Advisor. Passa qualche settimana ed esce una seconda recensione di Robbie Younan, abbastanza prona, e viene eliminata dal sito la precedente. Qualcuno se ne accorge nei commenti e la testata comunica che con la prima recensione si era esagerato nei toni e a conferma della natura critica della decisione, si ripristina la vecchia recensione come commento alla prima. Peccato che a rovinare il quadretto di una goffa ma onesta linea editoriale, arriva sempre nei commenti il capo-editor Tami Fenwick che svela quanto sia successo: l’ufficio vendite ha ritenuto che la recensione potesse essere dannosa dal punto di vista delle entrate pubblicitarie e i due fondatori del sito Nick Sabine e Paul Clement hanno preso la decisione del cambio di recensione. Nello stesso commento la Fenwick ha comunicato che lei e Armitage hanno rassegnato le dimissioni. A partire da questo annuncio si sono scatenati gli interventi di collaboratori attuali, ex recensori, dell’estensore della nuova e di quello della vecchia recensione. Quello che rimane però, al di là della presunta trasparenza 2.0 su forum che almeno non vengono censurati, è il gusto amaro di assistere alla parodia di quello che qualche anno fa avveniva sulle riviste cartacee. (via Bebo e Teleosteopathy, che ha usato in anticipo il titolo che avrei scelto)
Calembour della settimana
Il nuovo singolo della Turbo non mi esalta particolarmente, ma ci si complimenta sempre con chi scova un gioco di parole come Rainer Werner Bassfinder che stava lì da anni e ancora non mi era venuto in mente.


(La copertina è censurata, clicca se proprio ci tieni)
27.6.08
Gli Aeroplane sull’aeroplano (va lontano, vola su Antweeeerp)
La compagnia aerea Vueling ha inaugurato la stagione estiva del volo Parigi-Ibiza offrendo ai passeggeri un dj-set dell’ovviamente tamarro David Guetta. A fine agosto prenderò un volo per il Belgio e partirò deluso perché la settimana prima perderò il dj-set dei miei nuovi beniamini Aeroplane: è un po’ troppo sperare che la Myair organizzi un dj-set della Eskimo?
Whispers - Aeroplane feat. Kathy Diamond
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26.6.08
Sofia Coppola’s Trainspotting
Metto altri cinque dischi da inkiostro.
Andammo per ricamare melodie e tornammo con riflessioni di remake.
La scaletta della selezione, con pezzo dell’estate, è:
Two Doors Down (Duke Dumont Reconstruction) - Mystery Jets
Born Slippy (Darren Price Remix) - Underworld
We Own The Sky (Maps Remix - Frequency Doped by maxcar) - M83
Headphone Silence (Heinrich Schwarz Live Remix - Dennis Ferrer Noisy Edit) - Ane Brun
Love Love Love (Aeroplane Remix) - Low Motion Disco

Andammo per ricamare melodie e tornammo con riflessioni di remake.
La scaletta della selezione, con pezzo dell’estate, è:
Two Doors Down (Duke Dumont Reconstruction) - Mystery Jets
Born Slippy (Darren Price Remix) - Underworld
We Own The Sky (Maps Remix - Frequency Doped by maxcar) - M83
Headphone Silence (Heinrich Schwarz Live Remix - Dennis Ferrer Noisy Edit) - Ane Brun
Love Love Love (Aeroplane Remix) - Low Motion Disco

19.6.08
18.6.08
16.6.08
Oh, sunshine in an empty place and I’m braindead virtually
A fine giugno uscirà una compilation chiamata Post-Remixes Vol.1 (qui l’anteprima in streaming completo), ovvero una manciata di classici della dance anni Novanta e non (Eiffel 65, Air, Orb, Daft Punk, Wall Of Voodoo, All Seeing I) dati in pasto a gente come Perturbazione, Carnifull Trio, Julie’s Haircut, Canadians, Tre Allegri Ragazzi Morti, Mojomatics e Numero 6, con vocalist della serata Marco Mancassola. Tanti compitini ordinati ma niente che mi scuota più di tanto. Eccetto per gli Ex-Otago a cui viene in mente di incrociare The Rhythm Of The Night di Corona con Coffee & TV dei Blur, cogliendo il momento di passaggio di una generazione e strappando anche l'occhio lucido. Ora non resta che tagliare le alte frequenze per eliminare la lingua di pezza del cantante ed editare il finale, ché la chiusura a fari spenti nella notte non si può proprio sentire.
The Rhythm Of The Night - Ex-Otago
The Rhythm Of The Night - Ex-Otago
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poppe
13.6.08
House of bees
Dolci. Brulicanti. Nano-tecnologiche. Le canzoni dall’alveare di Move D e Benjamin Brunn sono dei piccoli gioielli bionici di spostamento oltre i limiti del genere. Piccole ali house di titanio battono lente e sensuali quasi a cullare, più che a incitare alla danza. Il polline e le gocce d’acqua delle bottinatrici scompongono e ricolorano i raggi dell’alba. Non è ambient, ma si sogna già una veranda e il fresco delle sere d’estate. Non è techno, ma godi dell’iper-modernità di suoni e scrittura per poi scoprire che è solo l’aspetto alieno di uno zoom sulla natura sconosciuta. Entusiasmante come Isolée, ma più complesso e più romantico allo stesso tempo, Songs From The Beehive produce miele e pappa reale, dolcezza ed energia, sfuggendo alle costrizioni del tunz, della riconoscibilità pacchiana e della freddezza rigorosa, con ritmo, carattere e precisione. Non sarà democratico o umano, ma lo si ama per la bellezza e la necessità del meccanismo. In fondo, si tratta pur sempre di api.


Love The One You’re With - Move D And Benjamin Brunn
12.6.08
Il problema del cambio palco
Leggendo i racconti di chi è stato al Primavera quest’anno sembrava di stare al Lollapalooza 1994, con tanto di crescente interesse per l’hip-hop in allegato. Nessuno ci ha però raccontato il simpatico siparietto tra Alan Braxe e DJ Assault. Alan Braxe è francese ed è uno degli esponenti di punta della french house: forse vi ricorderete di lui per la collaborazione con Bangalter dei Daft Punk e Benjamin Diamond negli Stardust per il singolone Music Sounds Better With You o per i numerosi remix degli ultimi anni. DJ Assault è americano ed è un nome storico della ghetto-tech, quell’incrocio di techno ed electro fuse con tecnica hip-hop sulle quali vengono gentilmente adagiati torridi rap su tits, asses, boobs, pussy, bitch, fuck e così via. Per capirci di seguito mostriamo in foto Alan Braxe e DJ Assault.
Alan Braxe suona prima di DJ Assault. Arriva l’ora della fine del suo set, ma continua. DJ Assault richiede più volte di darci un taglio. Alan Braxe lo ignora come solo un francese è capace di fare. Passano dieci minuti e partono gli spintoni e la conseguente rissa. DJ Assault prende possesso della console e fa partire un martellone da 150 bpm con su una canzone più o meno intorno al licking pussy. Morale della favola: ai festival si invitano solo dj amici tra di loro o tedeschi.
Alan Braxe suona prima di DJ Assault. Arriva l’ora della fine del suo set, ma continua. DJ Assault richiede più volte di darci un taglio. Alan Braxe lo ignora come solo un francese è capace di fare. Passano dieci minuti e partono gli spintoni e la conseguente rissa. DJ Assault prende possesso della console e fa partire un martellone da 150 bpm con su una canzone più o meno intorno al licking pussy. Morale della favola: ai festival si invitano solo dj amici tra di loro o tedeschi.
11.6.08
Anni Novanta (dieci anni dopo)

Past Mistake - Tricky
(del perché le macchine del tempo fanno male, se Marty McFly non vi aveva convinto. meno male che nel disco Bernard Butler non suedeggia altrimenti saremmo passati alla fase liquida)
(del perché le macchine del tempo fanno male, se Marty McFly non vi aveva convinto. meno male che nel disco Bernard Butler non suedeggia altrimenti saremmo passati alla fase liquida)
From disco(blog) to disco(blog)
Metto cinque dischi da inkiostro.
Non so se la farò diventare un abitudine.
La scaletta della selezione è:
Non so se la farò diventare un abitudine.
La scaletta della selezione è:
Plonk (Dub Mix) - Redshape
Killing For Love (Todd Terje Brokeback Mix) - Jose Gonzalez
Trembler (Discodeine Mix) - Photonz
Jolly Joker (Supermayer Remix) - Alter Ego
Digital Love - Miracle Fortress

DisKoInKiostro Volume 1
Killing For Love (Todd Terje Brokeback Mix) - Jose Gonzalez
Trembler (Discodeine Mix) - Photonz
Jolly Joker (Supermayer Remix) - Alter Ego
Digital Love - Miracle Fortress

DisKoInKiostro Volume 1
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